Su questo blog, per dichiarazione esplicita, non si parla di politica. Non amo farlo in generale e in ogni caso ci sono luoghi e circostanze meglio deputate alla cosa. Su questo blog si parla di cose che mi emozionano, mi coinvolgono. Mi fanno ridere, sorridere e piangere. Si parla delle cose che vorrei condividere, far conoscere, ricordare assieme. Assieme ai miei amici, che raramente mi leggono; assieme ai lettori occasionali…e a quelli un po’ più abituali che non so perché mi leggano…
Oggi vi propongo il “monologo televisivo” dal film “V per Vendetta” (V for Vendetta, diretto da James McTeigue nel 2005) scritto dai fratelli Wachowski – quelli di Matrix, per capirci – a partire dal fumetto di Alan Moore…mi sono avvicinato a Moore solo da poco e in ogni caso per oggi mettiamo da parte il nozionismo futile (so che non mi riuscirà!)…
Lasciatemi dire che nel fumetto non c’è traccia di questa sequenza e che in ogni caso il film si discosta dall’originale in qualcosa di profondo…o almeno così mi è parso. Non nella trama, se non in minima parte, quanto nell’atmosfera generale che si respira. Meglio o peggio, lascio a voi giudicarlo, ma di certo il film è molto più “piacione” verso il pubblico…Meno cupo, più sensazionale (la sequenza della distruzione dell’Old Bailey con V che “dirige” Tchaicovski è da brivido!)…
…ma veniamo allo speech televisivo! Guardiamolo assieme, con la voce originale di Hugo Weaving:
Good evening, London. Allow me first to apologize for this interruption. I do, like many of you, appreciate the comforts of every day routine — the security of the familiar, the tranquility of repetition. I enjoy them as much as any bloke. But in the spirit of commemoration, whereby those important events of the past, usually associated with someone’s death or the end of some awful bloody struggle, are celebrated with a nice holiday, I thought we could mark this November the 5th, a day that is sadly no longer remembered, by taking some time out of our daily lives to sit down and have a little chat. There are of course those who do not want us to speak. I suspect even now, orders are being shouted into telephones, and men with guns will soon be on their way. Why? Because while the truncheon may be used in lieu of conversation, words will always retain their power. Words offer the means to meaning, and for those who will listen, the enunciation of truth. And the truth is, there is something terribly wrong with this country, isn’t there? Cruelty and injustice, intolerance and oppression. And where once you had the freedom to object, to think and speak as you saw fit, you now have censors and systems of surveillance coercing your conformity and soliciting your submission. How did this happen? Who’s to blame? Well certainly there are those more responsible than others, and they will be held accountable, but again truth be told, if you’re looking for the guilty, you need only look into a mirror. I know why you did it. I know you were afraid. Who wouldn’t be? War, terror, disease. There were a myriad of problems which conspired to corrupt your reason and rob you of your common sense. Fear got the best of you, and in your panic you turned to the now high chancellor, Adam Sutler. He promised you order, he promised you peace, and all he demanded in return was your silent, obedient consent. Last night I sought to end that silence. Last night I destroyed the Old Bailey, to remind this country of what it has forgotten. More than 400 years ago a great citizen wished to embed the fifth of November forever in our memory. His hope was to remind the world that fairness, justice, and freedom are more than words, they are perspectives. So if you’ve seen nothing, if the crimes of this government remain unknown to you then I would suggest that you allow the fifth of November to pass unmarked. But if you see what I see, if you feel as I feel, and if you would seek as I seek, then I ask you to stand beside me one year from tonight, outside the gates of Parliament, and together we shall give them a fifth of November that shall never, ever be forgot.
Per comodità, riporto la versione italiana:
Buona sera, Londra. Prima di tutto vi chiedo di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 5 novembre, un giorno ahimè sprofondato nell’oblio, sottraendo un po’ di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere.
Alcuni vorranno toglierci la sicura, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non c’è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l’avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio. Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l’equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre.
Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato.
L’ho già detto…il film è “costruito” per piacere al pubblico…per far colpo sugli spiriti semplici, come il sottoscritto. Più difficile, forse più profondo, il fumetto. Nondimeno, secondo me questa scena è girata molto bene…guardate le facce degli spettatori, il loro stupore…come pian piano si rendano conto di “stare” nelle parole di V…e guardate – anzi, ascoltate! - il protagonista. La sua figura sempre calma (sfido, con quella maschera in faccia!), il suo parlare sempre misurato, il tono dolce e lirico…che però alla fine cedono, lasciando spazio, per una volta, alla tensione, alla rabbia…una carica emotiva che per un attimo rende V un individuo e non solo il rapprensentante di un sentimento universale. Già, perché questo è V, questo è quello che vuole essere. Il significato del fumetto, anche visto da uno spirito semplice…
Lasciatemi indulgere, nonostante che avessi promesso di non farlo, a qualche “useless information” – campo nel quale, parole dell’amico M.J. Lapanz, sono maestro indiscusso…
Il fatto storico riferito nel film/fumetto è la “congiura delle polveri” (The Gunpowder Plot), che il 5 novembre del 1605 (non a caso il film è uscito nel 2005) avrebbe dovuto portare alla distruzione del complesso di Westminster…fu sventata grazie ad una segnalazione che portò all’arresto di Guy Fawkes (al quale si ispira la maschera di V). E’ carino notare che dal nome del cospiratore deriva l’uso attuale di “guy” per indicare un uomo qualsiasi! Trovate altri riferimenti e spiegazioni qui (e qui in italiano).
Apprendo che è tradizione – o almeno lo era – nei paesi del Commonwealth ricordare il 5 novembre con fuochi ed esplosioni, facendo saltare in aria un fantoccio di Fawkes…a me piacciono molto tradizioni e ricorrenze, festeggiamente e rievocazioni. Aspetto folkloristico a parte, sento molto vicino ciò che dice V circa il tenere memoria degli eventi che hanno costruito, spesso attraverso il sangue, la storia, il pensiero e la vita dei nostri paesi e dell’uomo in generale.
Remember, remember the Fifth of November!
(I cospiratori della “Congiura delle Polveri”, nell’incisione dell’artista olandese Crispijn van de Passe the Elder)