Fading Fast

Questa e’ la piu’ bella “canzone di addio” che io conosco. Scritta da Iain Matthews (ex Fairport Convention) per l’album “La Terre Commune” del 2001 (assieme ad Elliott Murphy), che contiene una bella cover di “Blind Willie McTell” di Dylan e una assai meno bella cover di “Sad Eyes” del Boss [i link sono agli “originali”!].

La chitarra che accompagna il brano dall’inizio alla fine e’ l’unica altra cosa presente oltre alla voce dei due. Non dico che vorrei saper scrivere una cosa cosi’…mi basterebbe anche solo saperla suonare!

Questa e’ una canzone d’addio. E’ la canzone di un amore finito. Io sono piu’ esperto in quelli mai iniziati, ma l’ho trovata il pezzo forte del disco fin dal primo ascolto. Finalmente qualcuno ne ha messo il video su YouTube, rimandando ancora di piu’ il momento nel quale imparero’ a fare io i video per le canzoni che non si trovano e che vorrei farvi ascoltare…Buffo che l’abbia trovato controllando altre cose…visto che “oggi” e’ un buon momento per postarla!

Come sempre…anzi, come non facciamo assieme da troppo tempo, ce la ascoltiamo…e cerchiamo di andare un po’ a spasso tra i versi…e vi racconto un po’ quello che fa pensare a me. Deal?

 

I can only wander so far north, only stay so long
I know you think I’m running, and you’re right
If you think that I don’t miss you, if you think I’m fine, you’re wrong
If you think of me at all, I’m here tonight

(Riesco solo ad allontanarmi un po’ verso Nord, e rimanere solo per poco. / So che pensi che io stia scappando, ed hai ragione. / Se pensi che non mi manchi, se pensi che io stia bene…ti sbagli. / Se solo ti sfiora il pensiero di me, io sono qui stanotte.)

Ecco. Si sono lasciati…e anche da un po’, e’ chiaro. Ma lui la pensa ancora, ci sta male. E vorrebbe tanto tanto che anche lei lo pensasse. Ma probabilmente lei stara’ facendo altro. Per inciso, espressione come “Il you think of me at all” rendono semplicemente troppo superiore l’inglese! Chiarissimo cosa voglia dire, ma difficile da rendere (almeno per me). L’ho reso cosi’, perche’ in fin dei conti a lui basterebbe anche solo quello…d’esserle passato per un attimo tra i suoi pensieri, tra i ricordi…E vorrebbe solo un cenno da parte di lei, per correre da lei e lasciarsi andare tra le sue braccia…

There were days the light came pouring in, days we couldn’t see
Some times I swear I’ll never get it right
But if all the mysteries of this earth were opened up to me
I would will them all on you tonight

(Ci sono stati giorni nei quali la luce arrivava come pioggia, altri nei quali non riuscivamo a vedere niente. / A volte penso che non la mandero’ mai giu’. / Ma se tutti i segreti di questo mondo mi venissero rivelati, io questa notte li confiderei a te.)

Oh oh…anche qui temo di non riuscire a fare di meglio con la traduzione…Si’, c’erano stati alti e bassi…giorni meravigliosi e giorni di contrasti; ma anche con tutto quello che non andava, difficile farsene una ragione. (“swear” puo’ voler dire anche “imprecare”…allora ho lasciato un “penso” piu’ contenuto). Per quanto riguarda i “segreti di questo mondo”, e’ da sempre il punto meno chiaro del testo. Pensate (giuro!) che ho provato a chiederlo sulla chat di FaceBook ad Elliott Murphy in persona!…e’ stato carino a rispondere, anche se mi ha detto che la canzone e’ di Iain Matthews e quindi sarebbe stato meglio chiedere a lui! Allora ho scritto ad un paio di amiche “made in U.S.A.”…ho ricevuto conforto e conferme sulla traduzione, ma il significato mi sfugge…

You would say emotions blind me
You think I’m living in the past
I would say emotions guide me, and the pain can’t last

(Tu diresti che le emozioni mi accecano / e che continuo a vivere nel passato. / Io direi che le emozioni mi guidano…e che il dolore non potra’ durare per sempre.)

Lei glielo ha detto (chissa’ quante volte l’avra’ richiamata)… “fattene una ragione, e’ finita…e’ cosa del passato”…lui vuol dare la colpa ai sentimenti, anche se tante volte e’ piu’ che altro orgoglio, o cose cosi’…

Now you and I are history, you and I are done
One of us has given up the fight
Oh if only I’d been listening, and if only you’d been wrong
Maybe we would have it all tonight

(Ora “io e te” e’ qualcosa del passato, per noi due e’ finita. / Uno dei due ha smesso di lottare. / Oh, se solo io avessi ascoltato…se solo fossi stata tu quella che sbagliava / forse avremmo ancora questa cosa tutta per noi, stanotte.)

Piano piano se ne rende conto. Si’, gli indizi c’erano tutti. Se lui avesse ascoltato di piu’…ascoltato lei (che aveva capito tutto da un pezzo…le donne capiscono sempre tutto prima…), o magari avesse ascoltato gli amici, che gli dicevano che non era cosa…Se solo lei si fosse sbagliata, a suo tempo…su di lui, su di loro, su chissa’ quali cose…Uno dei due ha smesso di lottare…forse lei, ma a piccoli passi anche lui (ce la fara’ prima della fine della canzone?)

Oh I have seen our river run, sweeping us away
And I have felt us changing overnight
If you think that I don’t miss you, if you think I’m fine Ok
If you think of me at all, just let it pass
’cause you and me, we’re just a memory, and fading fast

(Oh, ho visto il nostro fiume scorrere, spazzarci via / ed ho sentito noi due cambiare nel corso di una notte. / Se pensi che non mi manchi, se pensi che io stia bene, ok / Se solo ti sfiora il pensiero di me, lascialo andare / perche’ “io e te” siamo solo un ricordo, che sta sbiadendo velocemente.)

Ecco. Ce l’ha fatta anche lui. Chissa’ per quanto…e chissa’ quante altre volte l’avra’ gia’ fatto. Per la stessa donna e per chissa’ quante altre.

Ascoltavo questa canzone alla fine dell’estate del 2007, quando ancora riuscivo ad ascoltare gran parte dei CD che acquistavo (e della musica che scaricavo). E quando la ascoltavo avevo anche io una fanciulla da dimenticare…e questa cosa mi faceva sembrare ancora piu’ bella e vera la canzone, e meno doloroso cio’ che dovevo cancellare. Certo, se io avessi “ascoltato”…e allora ancora oggi, ma con meno dolore, la dedico ancora a quella “lei” in particolare.

(buffo pensare che anche “Sad Eyes”, citata in apertura, sia nella mia testa associata alla stessa Girl…)

Dedicated to

D.R.

ps: Beniaminooooooooooo!

Pure poeta fu?

Si dice che questa fu l’espressione adoprata dal nostro Prof. di ‘Disegno’ (Educazione Artistica?!) del Liceo, il mitico C.d.S., per commentare una illustrazione di non so bene chi…era una illustrazione di un passaggio della Divina Commedia…e ovviamente sotto il dipinto erano stati posti i versi del Padre Dante…me lo immagino, un po’ curvo e nel gesto di aggiustarsi gli occhiali, esclamare nella sua profonda ingenuita’ e col suo accento salernitano: “Ah…pure poeta fu?”

…di certo non si trattava di una della magnifiche incisioni (‘engravings’, se vi capita di leggerlo in inglese…) di Gustave Dore’, attraverso le quali un po’ tutti abbiamo imparato ad immaginare gli episodi delle tre Cantiche…anche se e’ bene sapere che il nostro ha “ingravato” un po’ tutti…dal Paradiso Perduto, al Don Quixote (“Chisciotte”…proprio con “tte” nella versione di Guccini…)…l’Orlando Furioso e la Bibbia

…ma oggi volevo parlarvi di un altro mio ‘Eroe’…anzi, mi sorprendo del fatto che ancora non sia finito su queste mie sconclusionate e singhiozzate pagine…

In queste ultime settimane e’ tornato a riempire le mie giornate…e ancora spero presto in una occasione per poterlo condividere con qualche anima fortunata…si tratta di Continua a leggere ‘Pure poeta fu?’

And the bells were ringing out for Xmas day

Questa e’ una canzone dei Pogues, “[…] la band con il piu’ alto tasso alcolico degli ‘80 […]”, capitanata da “[…] Shane McGowan, spettacolare esempio di talento votato all’autodistruzione, […] maschera sdentata che canta a squarciagola […]”. Una band dal reportorio da trattoria irlandese, una ciurma di musicisti che suona qualsiasi tipo di strumento…ciurma allo sbando come nella “rivisitazione” de “La Zattera della Medusa” di Gericault che fa da copertina al secondo album, “Rum, Sodomy & the Lash” dell’85, “[…] struggente e chiassoso come una bevuta d’addio […]” (tutte le citazioni da “Rock – 500 dischi fondamentali”, Ed. Giunti 2002).

pogues zattera

Questo disco e’ forse piu’ organico del successivo “If I Should Fall from Grace with God”, uscito 3 anni piu’ tardi, ed e’ prodotto nientemeno che da Elvis Costello, il quale a fine session si allontanera’ dal gruppo, portandosi via anche la bassista Cait O Riordan, che diventera’ sua moglie (in anni recenti, il buon EC ha preso una seconda moglie “musicale”, la brava Diana Krall). I Pogues non la prenderanno benissimo, attaccando Costello nel brano “Fiesta” su “If I Should…” (vedi “24000 dischi”, Ed. Zelig 2004).

Le due punte di diamante – imho, ovviamente – di questo terzo album (prodotto da Steve Lillywhite, uno che ha prodotto veramente di tutto!) sono pero’ Continua a leggere ‘And the bells were ringing out for Xmas day’

I hold you close in the back of my mind

Avete presente quella storia che gira…si’, che io mi “inventerei” le citazioni?! O meglio, che mi sbaglio puntualmente nel citare? Ok, si’…e’ vero, ma non e’ che mi sbaglio…e’ – come dire – che il mio e’ un “processo creativo”…le ricordo come mi piacerebbe che fossero…Volete un esempio clamoroso (e ne avrei….uh…)?!

C’e’ questa canzone di Ryan Adams (si’, Ryan, non Bryan!)…”La Cienega Just Smiled” (dal validissimo “Gold” del 2001)…facciamo cosi’: intanto ascoltiamola assieme, che’ e’ bellissima…

…allora…E’ successo questo…che Continua a leggere ‘I hold you close in the back of my mind’

I and Love and You

No, non e’ una dichiarazione d’amore. Pero’ e’ “[…] la piu’ bella canzone dai tempi di “The Weight” di “The Band” […] secondo il Maestro Paolo Vites…e, se lo dice lui…! Oltre che (sempre secondo PV) una delle tre piu’ belle dell’anno

Beh, come inizio…vi ho gia’ influenzato abbastanza, no?! Anche se non conoscete PV, ora ascolterete il brano un po’ condizionati…in attesa di chissa’ quale “capolavoro” (secondo i vostri canoni…)…No?! Vogliamo provare?

Ottimo. Allora? Oltre – ovvio – a “chiamare” tutti i componenti la band…quali emozioni (if any…) vi ha suscitato questo pezzo? Niente? Niente niente?! Ok, allora ora ci provo io… Continua a leggere ‘I and Love and You’

If winter comes…

“If winter comes can Beethoven’s Birthday be far behind?” (se l’inverno arriva, puo’ l’Anniversario di Beethoven essere lontano?) si domanda Lucy in una striscia del Maestro Schulz (l’unica persona per la quale, e’ noto, ho portato il lutto al braccio – per 10 giorni…), giocando sul verso verso finale de “Ode to the West Wind” di Percy Bysshe Shelley (“pissi-pissi” Shelley, per gli amici…), nel quale si anela il ritorno della primavera e non il festeggiamento per il Maestro (Beethoven, non Schulz!)…

…arriva il tempo del Natale…quest’anno forse anche con un po’ di neve; “[…] eeeeh, questo Natale si e’ presentato come comanda Iddio…co’ tutti i sentimenti s’e’ presentato […]”, constata piu’ volte Luca Cupiello – Eduardo all’inizio del primo atto di – guarda un po’… – “Natale in Casa Cupiello”…capolavoro (secondo pero’ all’inarrivabile “Napoli Milionaria” nella mia personale classifica) nel quale il presepe assume un ruolo da protagonista…e questo post, ogni anno, e’ in lista d’attesa per la pubblicazione il giorno 8 del mese di dicembre, perche’ – secondo una tradizione che tanti anni fa mi “consegno’ “ PornoMarta, quello e’ il giorno deputato all’ Continua a leggere ‘If winter comes…’

All the mornings still to live

Giusto tra qualche giorno dovro’ “ripubblicare” un post nel quale parlavo di quanto spesso mi accada di avere molto a cuore dei brani che, nelle molte recensioni di album che finiscono spesso nelle “Top N” della storia (gli album dei quali parliamo qui, ovviamente, ci sono solo per N “sufficientemente grande”!), non figurano mai. Prendete l’album “Ladies of the Canyon”, di Joni Mitchell (nome che ha iniziato a ronzare nella mia testa dopo le tante visioni giovanili di “C’e’ posta per te” [You’ve got Mail, di Nora Ephron – la sceneggiatrice di “Harry ti presento Sally”, per capirci…])…tutti lodano, elogiano e ricordano “The Circle Game”, “Woodstock”, la title-track e – ovviamente, direi! – quella “Big Yellow Taxi” sulla quale mi perdonerete due parole a fine post…ma di certo quasi nessuno dedica piu’ di una riga (o anche no!) a quel piccolo e delicato gioiellino posto in apertura del disco: “Morning Morgantwon”…finalmente e’ apparsa in rete un video la versione da studio…e allora…

…e’ vero che e’ bellissima?? Cosa succede ora? Continua a leggere ‘All the mornings still to live’

Winding down to the valley of lights

Vienna Teng e’ una cantautrice statunitense di origini taiwanesi (si dice cosi’?!). I suoi pezzi sono fondamentalmente voce & piano. Nulla di troppo impegnativo, sia chiaro. Facile facile…ma ogni tanto ci sta!

Il brano di oggi si intitola “Blue Caravan”…e, come di consueto, ora mi provo a “raccontarvi” come lo vivo io…(parolone!). Beh, intanto ascoltatevelo!

Fatto? Piaciuto?! Accetto anche un no, non temete! Ricordate, su questa pagina non si “vende” nulla…al massimo si mette in mezzo, e chi vuole puo’ prendere (abbiamo scorte infinite…)! Continua a leggere ‘Winding down to the valley of lights’

Post estivi 2010

Eccomi rientrato da quasi un mese nel mio “eremo” di Castello! Ho scritto un po’ di cosine (ma no?!)…solo che, data la mancanza di una connessione alla rete, sono ancora tutte gelosamente custodite dal mio PC…e quindi adesso ve le “spiattello” un po’ alla volta…

Poiche’ la maggior parte dei post trae ispirazione da qualche ricorrenza/avvenimento…li pubblichero’ a posteriori con date fittizie…lo so, lo so…”non si fa”…cmq lascero’ un link a questo post di warning…con buona pace della mia malandata coscienza di blogger!

Have fun!

L’Elisir d’Amore

Era un pomeriggio d’estate. Una calda, ma non torrida, estate romana. Dopo una lunga e faticosa mattinata passata a smontare le installazioni del Festival “XLuna”, io, il Mister e SG decidemmo di concederci un pranzo di gratificazione sulle spiagge di Ostia.

Quel giorno venni a conoscenza di due cose nuove: Continua a leggere ‘L’Elisir d’Amore’

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