Una, due, cinque…cento. Cento voci che si sovrappongono, che ti avvolgono. Quasi non riesci a seguirne una in particolare, tanto tutte assieme si fondono per dire una cosa sola.
Qualche tempo fa dedicai le parole finali di questa canzone ad una fanciulla. Non è stato un secolo fa e non è stato ieri. Tuttavia, quando l’ho fatto ero molto sincero…e un po’ mi spaventa come queste cose possano cambiare, nonostante che siano l’espressione più vera dell’anima in un certo momento. Quello che non cambia, credo, è invece la bellezza di questa canzone; quasi a darmi l’illusione che questa emozione vada al di là del tempo e delle persone. Forse quel senso di completamento esiste solo dentro di me e non è né comunicabile né condivisibile. Fosse anche così, quel sentimento di bellezza sta bene dove sta.
La canzone in questione è Continua a leggere ‘Non è quello che vedi’