Bentrovati a tutti!
Lo so, lo so…sono reduce da un’assenza millenaria da questa pagina!…ho spiegato altrove, e solo in parte, i motivi di questa “pausa creativa”!…L’importante è che…ora si riparte!
In realtà il primo post è datato 24 gennaio…quindi sono in colpevole ritardo anche sui festeggiamenti! Quel primo post era dedicato (poteva essere altrimenti?) all’amato Warren Zevon, che anche quest’anno, se fosse stato in vita, in quella data avrebbe festeggiato il proprio genetliaco.
Prima di ogni altra cosa, permettetemi di fare un piccolo riassunto dell’attività di questo primo anno di post…soprattutto a beneficio dei (e spero ce ne saranno molti!) nuovi fruitori! Abbiamo pubblicato 23 post (beh, almeno 4 o 5 di questi risultano pubblicati, ma sono più che altro bozze!), la maggior parte dei quali nelle categorie “Musica, ovviamente!” e “What moves me so?“…a testimonianza di quali siano le cose che amo di più…e perchè! Tra i post più riusciti, a mio parere, e quelli che consiglio di leggere a chi volesse recuperare un po’ dell’attività passata…o semplcimente apprendere qualcosa di più sul sottoscritto, mi sento di includere: “We’ll keep ya in our hearts, Warren“, sull’ultima apparizione in pubblico (e con la mia canzone preferita della sua produzione) del già ricordato WZ; i consigli contenuti in “Only one tip for the future“; l’analisi (troppo breve!) di quel capolavoro assoluto che è “Suicide” di Bobby Gaylor e, infine, quello che è stato il post più cliccato…”Stop all the clocks…“, sulla meravigliosa poesia recitata in “Quattro Matrimoni e un Funerale” (nella scena del funerale…). Infine, vi ricordo che sono disponibili delle brevi note sulla lezione sul poeta Guido Gozzano che ho svolto in primavera presso un liceo romano.
In ogni caso il post odierno, come da consumata tradizione (più e più volte tradita…o non completata, ahimè!), ha un che di celebrativo. Già, oggi compie gli anni, tra gli altri, l’amico Roberto Billi dei Ratti della Sabina, dei quali (finalmente!) principieremo a parlare molto più diffusamente su questa pagina.
…ma il 3 febbraio è, soprattutto, “il giorno in cui la musica morì”…almeno negli Stati Uniti; “The Day the Music Died“…50 anni fa, in un incidente aereo al di sopra di un Iowa innevato, precipitava il veicolo che trasportava Buddy Holly, Ritchie Valens e Jiles P. “The Big Bopper” Richardson…forse a molti di noi questi nomi non dicono molto (però tutti conosceranno l’hit “La Bamba” di Ritchie Valens!), ma a quel tempo i tre erano musicisti di primissimo piano (io confesso di non sapere nulla del terzo). Forse ancora molti meno conosceranno il nome di un quarto musicista USA…Don McLean. Qualcuno di più, magari, ricorderà invece un brano di Madonna che ha riscosso un discreto successo, “American Pie“.
Bene, il pezzo di Madonna non è altro che un “sunto” del lunghissimo brano di McLean (autore del quale, confesso di nuovo, io stesso non conosco altro!)…lungo e famoso, tanto che per ogni americano il brano di Madonna, più che una cover, avrà costituito una semplice interpretazione di un classico.
Oltre a celebrare l’episodio storico (al punto che si diffuse la “leggenda metropolitana” che “American Pie” fosse il nome dell’aereo precipitato!), il brano di McLean svolge una lunga panoramica dell’universo musicale dalla fine dei ‘50 ai primissimi ‘70 (“American Pie” raggiunge il #1 della classifica dei singoli nel ‘72)…ma in maniera veramente metaforica, con un linguaggio tra l’intricato ed il sibillino!
Per questo, trovate in rete decine di pagine (anche se quasi tutte sono l’estensione di una prima, eccellente analisi) dedicate all’interpretazione del testo, quasi fosse un canto della Divina Commedia! La maggior parte dei “personaggi” citati è stata individuata con ottimo accordo da tutti i commentatori, ma una miriade di piccoli dubbi rimane…e questa indagine non si riduce ad un mero esercizio accademico, perché coinvolge molti aspetti della cultura musicale e della società USA di quegli anni. Tuttavia, per oggi non ci imbarcheremo in questa impresa, lasciandola come pretesto per un successivo e più approfondito post.
Nella spirito di questa pagina, tuttavia, lasciatemi dare un mio commento personale sul brano in questione; anzi, sui brani, includendo la versione di Madonna. Il brano di McLean, a prescindere dall’estremo interesse della “quest” interpretativa e della grande vastità di personaggi ed argomenti trattati, risulta eccessivamente lungo e ripetitivo, nonostante l’evoluzione degli arrangiamenti e della linea melodica (in minor misura) nel succedersi delle strofe e del ritornello. L’interpretazione è buona, anche se il buon Don non possiede una voce molto potente o una timbrica memorabile. La versione di Madonna è chiaramente più “ammiccante”; sin dalla scelta delle strofe, è chiaro che il brano è costruito come una macchina da soldi (ma questo non vuol essere un giudizio negativo). A partire dalla vistosa Star-Splangled Banner Flag (la bandiera stelle-e-strisce) che campeggia sullo sfondo per tutto il video-clip, si capisce che la cantante vuole proporre qualcosa di profondamente “americano”. La versione di Madonna non è affatto malvagia, pur trattandosi di una rendizione molto “pop”. Un malevolo commentatore del video su YouTube asserisce simpaticamente che “[...] McLean è l’unico a non cantare bene ’sto pezzo [...]“!!
…e allora lasciatemi chiudere questa anticipazione con i 4 versi che in assoluto trovo i più toccanti del brano (sempre il solito, io!)…anche in modo di potervi dare un assaggino di quanto sia complicata un’analisi approfondita di questo testo:
[...] and the three men I admire most,
the Father, Son and the Holy Ghost,
they caught the last train for the coast
the day the music died [...]
([...] ed i tre uomini che ammiravo di più, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, presero l’ultimo treno per la costa, il giorno in cui la musica morì [...])
Ora, è abbastanza chiaro, ma non certissimo, che i tre uomini siano i tre musicisti morti nell’incidente (non è certo per il fatto che McLean dichiaratamente, anche all’inizio del brano, rivolge la sua ammirazione ed il suo compianto al solo Buddy Holly)…mentre in quell’ultimo treno per la costa qualcuno ha voluto vedere un richiamo al testo di “A Whiter Shade of Pale“, famosissimo successo dei Procul Harum (cantato in Italia come “Senza luce” dai Dik Dik…e coverizzato da decine di artisti)…attribuzione però tutt’altro che scontata. Primo, perché l’espressione in realtà è molto comune; secondo, perché tutti gli altri riferimenti di McLean appartengono al panorama più tradizionale della musica americana: gli emergenti PH, promotori di un tardo prog-rock molto psichedelico, rimangono un po’ al di fuori di questo “repertorio”.
Bene. Da oggi conto di rinnovare l’appuntamento, se non quotidiano almeno settimanale, con la scrittura…e, come sempre, con i vostri commenti! Pian piano cercherò anche di colmare le colpevoli lacune che mi sono lasciato alle spalle. Inoltre, cercherò di migliorare anche un po’ la funzionalità del Grande Cocomero, aggiungendo pagine con informazioni su di me e sui contenuti…e qualche strumento per seguire meglio la discussione e rimanere aggiornati e in contatto!
…e allora ci lasciamo con questi buoni propositi, compreso quello di dare finalmente un’impronta ancora più personale alle cose che scrivo!
A presto!
- meglio pochi(ssimi) post di altissimo livello, che lo schizzetto giornaliero sul’odore dell’aria alla fermata dell’autobus che richiama commenti del tipo ‘ihihih ma allora non sono l’unico…’;
- penso che la versione di madonna sia una delle più belle canzoni americane tra quelle ‘fruibili’ dalla stragrande maggioranza della popolazione. tra l’altro all’inaugurazione di obama è stata cantata da tutti gli americani presenti lì;
- roberto billi ha messo a disposizione i suoi dischi su jamendo:
http://www.jamendo.com/en/artist/Roberto_Billi
e devo dire che ‘modernamente demodè’ è già da un po’ di tempo nella mia libreria.
a presto
V
Vero, “Modernamente Demodè” è molto carina! Per ora, è anche l’unica canzone che ricordo della carriera solista di Billi, le altre non mi hanno impressionato molto. Piuttosto, come mai i Ratti non fanno più concerti?!? Io voglio nuove date e un nuovo disco!