Buon Compleanno, Warren!


Se fosse ancora vivo, oggi Warren Zevon compirebbe 61 anni. Era nato il 24 Gennaio 1947 a Chicago. Per una biografia completa, vi rimando alla pagina su allmusic (oppure qui).

Qui vorrei ricordare solo quei momenti della sua vita che hanno direttamente a che vedere con la mia personale passione per la sua musica.

I primi successi arrivano con gli album “Warren Zevon” del 1976 ed “Excitable Boy”, di due anni successivo; entrambi sono pubblicati dalla Elektra/Asylum e vedono la partecipazione di tutti gli artefici di quello che io chiamo “Periodo d’Oro” della Asylum: Jackson Browne alla produzione (“[…] al fianco di Zevon era il chierichetto incaricato di stanargli il demone che lo affliggeva. Non ci riuscì, mai […]”, da “Rock: 500 album fondamentali”, Giunti Editore, 2002), Glenn Frey & Don Henley degli Eagles, Lindsey Buckingham e Stevie Nicks dei Fleetwood Mac, Phil Everly, Waddy Wachtel, l’insuperabile slide di David Lindley, le parole di Jorge Calderon, con il quale collaborerà fino alla fine, le voci di Bonnie Raitt e Rosemary Butler (è sua la voce superba della seconda strofa di “Stay” su “Running on Empty” di Jackson Browne)…e poi Leland Sklar, Jeff Porcaro, Linda Ronstadt (che inserirà 3 sue cover nei suoi album, dando addirittura ad uno il titolo di un pezzo di WZ), John McVie e Mick Fleetwood ancora dai Mac…e poi David Lindell, con il quale compone il mio pezzo preferito del repertorio, “Roland the Headless Thompson Gunner”.

Forse a causa della vita personale un po’ tormentata (dopo che i genitori divorziano, fugge sulla Corvette che il padre, giocatore d’azzardo di professione, ha vinto in una partita a carte, per iniziare la carriera di musicista; la dipendenza dall’alcol…), il nostro aveva una passione per le storie di pistoleri e fuorilegge…in prossimi post, spenderò molte parole su “Frank & Jesse James” e “Roland the Headless Thompson Gunner“…la cosa straordinaria è che, nelle sue canzoni, non si può fare a meno di stare dalla parte dei “cattivi”!…Inoltre molti dei suoi pezzi presentano molti riferimenti a fatti ed episodi della storia americana, spesso visti, ancora una volta, dalla parte dei “perdenti”…

Ora, però, vorrei spendere qualche parola sulla sua malattia e sulla sua scomparsa prematura. Dopo alcuni passi falsi e la definitiva “ricomparsa” sulla scena, dopo lunghi periodi di disintossicazione, nell’autunno del 2002 gli viene diagnosticato un mesotelioma, forma inoperabile di tumore ai polmoni. La sua prima dichiarazione pubblica, pienamente nel suo stile, è: < I’m ok with it, but it’ll be a drag if I don’t make it till the next James Bond movie come out > (citata ne “The Rough Guide to Rock”, Terza Edizione 2003). E’ ospite di una puntata speciale del “Late Night Show” dell’amico fraterno David Letterman (anche coautore di alcune sue canzoni), dove spesso è apparso come ospite o nelle vesti di direttore del gruppo musicale…Durante lo spettacolo, parla a lungo della sua malattia, offrendo la sua visione, espressa nella frase, spesso citata e che dà il titolo ad un recente album di sue cover, “Enjoy every sandwich”. Nell’occasione, esegue come ultimo brano dal vivo davanti ad un pubblico “Roland the Headless Thompson Gunner“.

I medici gli pronosticano pochi mesi di vita. Lui chiama a raccolta tutti gli amici e collaboratori (da Bruce Springsteen a Billy Bob Thornton – ex marito di Angelina Jolie, Ry Cooder, Jim Keltner, T-Bone Burnett, Tom Petty…oltre a quelli già ricordati e con la partecipazione della magnifica voce di Emmylou Harris) e dà alla luce un album-commiato, “The Wind”, che si chiude con “Keep Me in Your Heart”. Riesce e vederne l’uscita, insieme alla nascita dei primi nipoti, due gemellini nati dalla figlia. Riesce a vivere per quasi un anno…e a vedere l’uscita del suo ultimo James Bond. Muore il 7 Settembre del 2003.

Dalle sessioni di realizzazione di “The Wind” viene realizzato un video:

Sia in quelle immagini, sia nell’apparizione al “Letterman’s”, io vedo in quell’uomo una grande dignità e una grande forza. Ma anche la certezza della malattia. Le forze che vengono meno. Ma lo stesso spirito di sempre, anche se il pensiero della morte gli si legge in faccia. Questo mi commuove più di ogni altra cosa.

Buon compleanno, Warren. Enjoy every sandwich.

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