I saw it on TV


Spesso, direi. Mi capita spesso che in qualche album più volte recensito, discusso e raccontato da altri, a me piaccia una traccia che quasi nessuno ricorda, un brano che nessuno include tra i “pezzi pregiati” del CD o dell’intera discografia dell’artista.

Ecco. Questo è uno di quei casi. Prendete il primo album da solita di John Fogerty. Chi?! John Fogerty…dai! Dai che lo conoscete!…è il cantante dei CCR, i Creedence Clearwater Revival…Chi??? Dai!!! Quelli di “Have you ever seen the rain”!…(anche qui…uno di quei casi nei quali la canzone forse più conosciuta di un gruppo si discosta in misura più o meno decisa da tutto il resto della produzione…come “Stairway to Heaven” per i Led Zeppelin (o “Led Zeppeling”, ricordi, Amico Lapanz?)…ma ne parleremo un’altra volta!)…

Beh, dopo lo scioglimento dei CCR (proprio di questo parla HYESTR…lo sapevate?!), il nostro rimane vittima per qualche anno di un “contratto capestro” che ne limita fortemente la carriera (come per Aimee Mann all’uscita dai ‘Till Tuesday, per capirci…ci capiamo, no?!)…

Dopo qualche anno, esce finalmente il suo “Centerfield” (1985), del quale tutti lodano ed elogiano la titletrack e la divertente “Rock and Roll Girls” (che mi piace moltissimo, sia chiaro…)…viene ricordata spesso l’opener “The Old Man on the Road”…ma nessuno spende una parola su quello che a me sembra il vero gioiello dell’album (al quale allmusic dedica invero una riga di commento): “I Saw it on TV”.

Ce la ascoltiamo insieme, vi va? Poi, come al solito, un’occhiatina al testo…e vi lascio liberi di dedicarvi ad altre letture e ad altri ascolti!

(o anche)…Piaciuta? Beh, un rockettino facile e gioioso, no?! Leggiamo assieme il testo e, come sempre, proviamoci con una traduzione (senza illuderci di poter riuscire facilmente in un compito impossibile!), almeno dei passaggi più interessanti:

They sent us home to watch the show comin’ on the little screen;
a man named Ike was in the White House, big black limousine.

There were many shows to follow, from ’Hooter’ to ’Doodyville’;
though I saw them all, I can’t recall which cartoon was real.
The coon-skin caps, yankee bats, the “hound dog” man’s big start;
the a-bomb fears, Annette had ears, I lusted in my heart.

Ci mandavano a casa per guardare i programmi in arrivo sul “piccolo schermo”; un uomo chiamato Ike era nella grande limousine nera della Casa Bianca

Siamo alla fine degli anni ‘50 (Fogerty è del ‘45). Dwight E. Eisenhower, detto “Ike”, comandante supremo delle Forze Alleate in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale, è il 34mo Presidente degli Stati Uniti (il suo slogan elettorale era stato “I like Ike”…). Anche le righe successive, ricche di nomi che a “noi” dicono poco, servono a caratterizzare l’ambientazione temporale del brano…e poi subito un piccolo salto: qualche anno dopo, altro Presidente, John Fitzgerald Kennedy, o semplicemente JFK…

A young man from Boston set sail the new frontier,
and we watched the dream dead-end in Dallas,
They buried innocence that year.
I know it’s true, oh so true, ’cause I saw it on tv.

[…] un giovane uomo di Boston ha preso la rotta verso la nuova frontiera…ed abbiamo assistito al sogno finire nel sangue, a Dallas…quell’anno, hanno seppellito l’innocenza. So che è vero…oh, così vero…l’ho visto in TV.

Il 22 Novembre del 1963, JFK viene ucciso a Dallas, mentre attraversa Dealey Plaza nella limousine presidenziale (quella dove fino a due anni prima sedeva Ike)…e questo lo sapete già (e questo anniversario ci fornisce anche l’occasione per ascoltare questa canzone assieme in questi giorni…). Sapete anche, ne sono certo, un sacco di altre cose su questo episodio storico importantissimo. Vi è noto che su questa pagina non parliamo molto di politica e di società (per scelta personale dell’autore!)…come sapete che, in ogni caso, confido molto sul mio “buon senso” per concedermi un po’ di elasticità.

L’anno scorso mi trovavo a Barcellona, durante uno dei miei 4 brevi soggiorni di lavoro (quando ancora giocavo un po’ a fare il ricercatore in Fisica!) nel capoluogo catalano; negli stessi giorni, era ospite presso il Dipartimento un Prof americano…e durante la cena d’occasione si parlò molto di politica (immaginate il mio profondo coinvolgimento nella discussione…fortunatamente il vino era assai più interessante…)…tuttavia, una cosa mi premeva di capire: volevo sapere cosa ne pensasse un americano di JFK. Se veramente era stato un innovatore, un “illuminato”…se avrebbe davvero portato qualcosa di buono nella politica americana di quegli anni (Ike non aveva mosso un dito per evitare lo scempio culturale del Maccartismo, mentre il suo predecessore, Henry Truman, aveva “solo” fatto sganciare un paio di bombe atomiche sul Giappone…). Bene, sono sicuro di non aver capito buona parte di quello che il Prof di Pittsburgh abbia detto, ma di certo non era così entusiasta di JFK.

Ora un primo dubbio sorge: cosa pensa il nostro autore di JFK?! Per rispondere a questa domanda, almeno in parte e almeno per quello che sembra a me, dobbiamo arrivare alla fine della canzone!

Torniamo ora tutti davanti alla TV!

We gathered round to hear the sound comin’ on the little screen,
the grief had passed, the old men laughed, and all the girls screamed
’cause four guys from England took us all by the hand:
it was time to laugh, time to sing, time to join the band.

ci sedevamo tutto attorno per sentire il suono proveniente dal piccolo schermo; la tristezza era passata, i vecchi ridevano e tutte le ragazze urlavano, perché quattro ragazzi inglesi ci avevano presi tutti per mano: era tempo di ridere, tempo di cantare, tempo di unirsi alla band

I Beatles. Questi sconosciuti (lo sapete…). Quattro ragazzi che portano definitivamente la società occidentale fuori dalla guerra. E’ un periodo di grandi cambiamenti. La televisione è una parte importante di tutto ciò…ed è lei che ci sta accompagnando in questo magnifico “ripercorrere assieme” quegli anni.

E’ tempo di dedicarsi ad altro, è tempo di dare vita alla “corsa allo spazio”. Un progetto fortemente voluto dallo stesso JFK (basta leggere qui), in una assurda lotta di supremazia (fortunatamente meno violenta e sanguinosa) contro il blocco sovietico. Nel luglio del 1969, la missione Apollo11 porta per la prima volta un equipaggio umano sulla Luna. Tutto il mondo (o quasi!) quella sera assiste, grazie alla televisione, alla diretta. E’ un altro momento importantissimo della nostra storia recente. Ma come viene vissuto da John Fogerty?!

But all too soon, we hit the moon, and covered up the sky;

ma troppo presto siamo arrivati sulla Luna e percorso tutto il cielo

Questo verso mi ha sempre dato un po’ da pensare…Secondo me ci sono due interpretazioni di base (e mille sfumature possibili): una possibilità potrebbe semplicemnte essere che i versi esprimano un certo rammarico per le nuove possibilità raggiunte. Come un senso di perdita verso il mistero, il fascino di quella Luna che per tanti secoli era stata, nella letteratura e forse nella mente di ogni uomo, un simbolo di qualcosa di tanto vicino quanto irraggiungibile…sempre sotto i nostri occhi ma così sconosciuta; silenziosa e fedele compagna di viaggio…Uno dei “raggiungimenti” delle missioni Apollo fu anche quello di poter fotografare per la prima volta la Terra vista dallo spazio…e molti degli astronauti di quelle avventure hanno riportato delle bellisime testimonianze delle loro sensazioni nel vedere come “[…] tutto ciò che avevo sempre conosciuto – la mia vita, i miei cari, la Marina – tutto quanto…il mondo intero stava dietro al mio pollice […]”…o nel soprendersi di fronte a quelle immagini nel capire che “[…] eravamo partiti verso l’esplorazione delle Luna…e invece scoprimmo la Terra […]”…

Queste due – bellissime e poetiche – frasi hanno fatto un po’ da cornice, durante il Festival “XLuna” (proprio in occasione del 40mo anniversario dell’allunaggio) allo spettacolo mio e di Vale – del quale vi parlerò sull’altro blog (sempre con colpevole ritardo)! Proprio preparando il materiale per l’evento, ho superato i miei “ancestrali” dubbi circa il fatto che proprio nel 1969 l’uomo potesse essere sbarcato sulla Luna…e questo ci porta alla seconda interpretazione promessa delle parole di Fogerty…si potrebbe leggere (nello spirito di tutta la canzone, come vedremo…) in quel “too soon” quasi un…come dire: troppo presto, perché “in realtà” ci siamo andati molto più tardi! Che ne dite??

Bene…ma se i Beatles ci hanno risollevato (se non noi, almeno gli americani, secondo una affermazione che il nostro riprende – a quanto apprendo da qui – da Billy Joel) dalla morte di Kennedy…e se lo sbarco sulla Luna, misteri a parte e chiudendo un occhio sulle motivazioni “politiche” della conquista, rappresenta qualcosa di positivo, il decennio successivo si tinge nuovamente di tinte fosche: una nuova guerra, quella del Vietnam, segna in maniera decisiva le coscienze e la società dell’America…

They built their bombs, and aimed their guns, and still I don’t know why
The dominoes tumbled and big business roared;
every night at six, they showed the pictures and counted up the score.

I know it’s true, oh so true, ’cause I saw it on tv.

costruivano le loro bombe e caricavano i loro fucili…ed io ancora non capisco perché; i signori capitolavano ed i grandi affari ruggivano; tutte le sere, alle sei, ci mostravano le immagini e contavano il punteggio

Disperata e disincantata rassegnazione…voglia di chiamarsi fuori, di non essere parte ti tutto ciò: quanto rende bene l’idea quel “they counted up the score”…

Seguono due versi un po’ misteriosi…che (male interpretando le parole!) mi sembrava di dover avvicinare ad un episodio dell’Odissea omerica, ma che la fonte citata sopra attribuisce al Generale Westmoreland, comandante delle operazioni millitari in Vietnam…

The old man rocks among his dreams, a prisoner of the porch;
“the light,” he says “at the end of the tunnel,
was nothin’ but a burglar’s torch.”

[…] ed il vecchio uomo, sbattuto qua e là tra i suoi sogni, prigioniero della veranda, dice “la luce che vedi alla fine del tunnel non è altro che la torcia di un ladro”

…al di là del significato (chiaro), la connessione è corretta, visto che si prosegue sul tema:

And them that was caught in the cover are all rich and free,
but they chained my mind to an endless tomb
when they took my only son from me.
I know it’s true, oh so true, ’cause I saw it on tv.
I know it’s true, oh so true, ’cause I saw it on tv.

e quelli immortalati nelle copertine sono tutti ricchi e liberi, ma hanno incatenato la mia mente ad una tomba quando mi hanno portato via il mio unico figlio

…ancora parole che non necessitano di alcun commento…

Arrivati alla fine, io penso che il senso della canzone sia “facile facile”: ce lo strilla tre volte il ritornello, di un solo verso: “So che è vero…oh, così vero…l’ho visto in TV”. In questi 50 anni (30, al momento di composizione del brano!), la televisione ha accompagnato le nostre vite, facendo entrare nelle nostre case la storia. Spesso, però, non La Storia, ma Una storia. La storia che altri ci hanno raccontato. E così, a volte diventa difficile stabilire a cosa credere e a cosa non credere…scegliere per cosa emozionarsi e commuoversi e per cosa no…piangere per JFK o ballare con i Beatles (chi???)…

Qualche giorno fa, sono passato davanti alla TV accesa di mia nonna…il conduttore lanciava un sondaggio, domandando se si dovesse richiedere che tutti quelli che lavorano in TV abbiano fatto l’Università…sorridendo della loro idiozia, polemicamente ho pensato tra me e me: no, ma si dovrebbe richiedere che l’abbiano fatta tutti quelli che GUARDANO la TV…

Concludendo (al solito non ho saputo essere breve!), devo dire che la melodia di “I saw it on TV” è molto orecchiabile…che l’ottimo John suona TUTTI gli strumenti…che le parti musicali ricordano straordinariamente (come si nota ancora qui) “Who’ll stop the rain” dei CCR, una canzone ancora sul Vietnam…con tema (musicale e non) che sarà ancora ripreso nella più recente “Deja vu – All over again”, title-track del lavoro di John Fogerty del 2004…

Per concludere, il 22 novembre è anche Santa Cecilia…quindi auguri a chi di dovere…e al cugino Carlo (cugino Carlo, non ZIO CARLO!) che compie gli anni!

13 Responses to “I saw it on TV”


  1. 1 Lapanz Gio, 26 Nov, 2009 alle 10:56

    Ottimo Marco,
    bel pezzo sul grandissimo John Fogerty!!

    Pero’ non posso farmi sfuggire il doppio piacere di corregerti 🙂 da un lato e di farti conoscere un disco (o forse due) dall’altro.

    Infatti “Centerfield” dell’85 non e’ il primo disco solista di John Fogerty – o meglio, e’ il primo disco solista che porta il suo nome, ma non il primo disco da solista che lui abbia fatto. Nel ’73, JF pubblica per la Fantasy Recors un disco sotto lo pseudonimo “The Blue Ridge Rangers”, forse proprio a causa del contratto capestro di cui parli tu (anche se la voce Blue Ridge Rangers su wikipedia non fa riferimento a questo ma parla genericamete del fatto che JF volesse “mettere della distanza tra se’ e i CCR”).

    Il disco e’ essenzialmente un disco di cover country in cui il nostro suona tutti gli strumenti come fara’ anche in seguito. JF stesso ha affermato che non e’ molto soddisfatto del risultato finale; tuttavia a me il disco piace molto. Prova a dargli una possibilita’, anche se non so tu in che rapporti sei col country…

    Il disco ha avuto un seguito, “The Blue Ridge Rangers Rides Again” (con tanto di errore grammaticale nel titolo), uscito appena qualche mese fa, che e’ stato accolto molto bene dalla critica.

    Spero di essere stato utile… ciao!

    M

    PS Ma ‘sti Bitles che nomini… hai informazioni piu’ dettagliate? sai consigliarmi qualche disco? 🙂

    • 2 markwalls Gio, 26 Nov, 2009 alle 11:23

      Amico Lapanz!…per prima cosa, complimenti per la pazienza d’aver letto tutto (hai letto tutto?!)…e, sì, conosco entrambi i dischi (non ho mai ascoltato il secondo e FORSE una volta il primo)…e grazie per la precisazione, in effetti quello che ho scritto io risulta in qualche modo impreciso ed ambiguo!

      Per i Bidors………

      • 3 Lapanz Gio, 26 Nov, 2009 alle 11:33

        … e certo che ho letto tutto… magari un po’ di fretta… ma e’ sempre un piacere!

        cmq scherzi a parte, lo scopo del commento non era “precisare” quanto metterti a conoscenza di due dischi che forse non conoscevi… ma vedo che non e’ cosi’!!!

        Ma e’ Bitles o Bidors? 🙂

  2. 4 Svit Gio, 3 Dic, 2009 alle 10:41

    vorrei dire la mia, ma ho qualcosa da direeeeee…. e so di che parlateeeeeee

    • 5 markwalls Gio, 3 Dic, 2009 alle 10:45

      Il solo fatto che tu commenti qui sopra sai quanto mi riempia di contentezza…e non ti preoccupare…tra poco, potrai citare le parole di Rita e dire: “Oggi c’è anche per me” 🙂

  3. 6 Picchia Gio, 17 Dic, 2009 alle 15:30

    Già già! Mi sei piaciuto anche se il tuo john è molto valliano 😉 !
    Però questa polemica sui bitors te la DISAPPROVO lo sai bene!

    • 7 markwalls Gio, 17 Dic, 2009 alle 19:18

      …ma non c’è nessuna polemica, anzi!! Li ho presi come nella canzone, come un evento importantissimo del nostro tempo (e nulla più…e questa al massimo è la “polemica”!!)…in che senso John è “valliano”?! Del resto, per figurare qui, se lo deve meritare in qualche modo, no?!

      • 8 Picchia Ven, 18 Dic, 2009 alle 10:50

        e nulla più! Dici bene, è proprio lì la polemica! E non fingere di essere più ingenuo di quanto tu non sia 😛 ! Direi che per il resto puoi semtirti onorato : ho coniato un aggettivo eslusivo per te …vorrà dire che il tuo modo di essere è quantomeno fuori dal comune…chissà poi se in bene o in male!!!! 😀

        • 9 markwalls Lun, 21 Dic, 2009 alle 12:41

          Davvero, nessuna polemica e nessuna ingenuita’ costruita. La musica dei Beatles non mi attira e continuera’, penso, a non farlo. Non li ascolto…come non ascolto gli Who o i Clash. Punto. Cosi’ come non vado nei musei d’arte o non leggo libri di autori sudamericani alla moda…Ma non rompo di certo le scatole a chi li ascolta…e a differenza di altri non creo gruppi su FB come “Per tutti quelli che non sopportano i Dream Theater” e “Per chi pensa che Tarantino sia il regista piu’ sopravvalutato della storia”…Sono esperto di quello che mi piace e cerco delicatamente di condividerlo, ma solo perche’ ne siate informati 🙂


  1. 1 All the mornings still to live « Il Grande Cocomero Trackback su Ven, 10 Giu, 2011 alle 20:37
  2. 2 Let’s drink a toast to those who best survived the life they’ve led « Il Grande Cocomero Trackback su Mar, 15 Gen, 2013 alle 01:36
  3. 3 The day the music died « Il Grande Cocomero Trackback su Lun, 4 Feb, 2013 alle 00:48
  4. 4 Keep your feelings in memories | Il Grande Cocomero Trackback su Lun, 22 Lug, 2013 alle 12:44

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