Ché non è giusto aver ciò ch’om si toglie


“[…] Aggia parlà? Me vuò séntere proprio ‘e parlà? E io parlo […]” dice Don Gennaro Jovine (Eduardo) alla moglie Amalia (la quale, mentre lui era lontano a combattere la Seconda Guerra Mondiale, si è arricchita con il mercato nero), alla fine di Napoli Milionaria, capolavoro incredibile e assoluto…che andrebbe fatto vedere e rivedere agli studenti, invece di far leggere loro pagine e pagine (inutili) sul secondo conflitto mondiale. Forse capirebbero un po’ meglio almeno quanto è successo in questo Paese.

In questo blog, come da sempre recita l’epiteto sotto al titolo, non si parla di politica. Io non sono solito parlarne. Incoscienza, delusione, disinteresse. Non mi va. Non mi piace. Come mi è stato detto in questi giorni “tu non potresti mai fare politica, perché ti ricordi tutto quello che la gente dice”. Mi piace. Certamente è così.

Oggi questa regola viene rotta. E che Linus mi perdoni se per una volta abbasso la guardia sul suo consiglio.

Oggi ho chiuso la tab di facebook dalla mattina. Lascio a tutti gli amici il compito di “fare F5” per controllare in diretta gli esiti del voto. Non ho saputo nulla dopo le 17:00 (ora alla quale ho lasciato l’ufficio), non sto controllando. Lo farò più tardi o domattina. Sperando che le cose si risolvano per il meglio, anche se da segnali che mi arrivano, non è così. Ma continuerò o non fare F5, perché in questo momento la cosa non è più nelle mie mani.

Veniamo subito agli argomenti caldi. Chi non ha votato, ha scelto di non votare, di non tornare a votare…ai miei occhi non ha diritto di parola. Non ha diritto di lamentarsi, non ha diritto di festeggiare. Ha lasciato che decidessero altri, e deve accettare la decisione. Chi vuole “emigrare” o “rinunciare alla cittadinanza italiana” lo ha già fatto, decidendo di non esprimersi. Il momento del voto è forse l’unico (almeno per chi, come me, non vive la cosa con partecipazione attiva di altro genere) nel quale si esprime la propria appartenenza allo Stato e al Popolo di questo paese. E’ un momento nel quale (non so se sia l’unico…o uno dei pochi) più o meno siamo tutti uguali e la mia parola vale quanto quella degli altri.

Questo non lo invento io. Il “padre” Dante lo ha già espresso benissimo più di 7 secoli fa, nel canto XIII dell’Inferno, quello di Pier delle Vigne, quello del girone dei suicidi. Per bocca del suo interlocutore, si narra di come, nel giorno del Giudizio Universale, “[…] pare, e dico pare […]” (ché sulla parte teologica sono poco ferrato), le anime riprenderanno possesso del corpo mortale, ma non quelle dei suicidi:

Come l’altre verrem per nostre spoglie,
ma non però ch’alcuna sen rivesta,
ché non è giusto aver ciò ch’om si toglie.

[come le altre anime reclameremo il nostro corpo, ma tuttavia nessuna di noi se ne rivestirà, perché non è giusto riavere ciò al quale noi stessi abbiamo rinunciato]. {“om” in Dante è sempre come l’ “on” francese…mi hanno insegnato…}.

Quindi: no. Chi ha rinunciato alla possibilità di esprimere il proprio voto, perde il diritto di esprimere dopo un commento.

Io ho votato PD (o meglio SEL). Con la morte nel cuore, ho votato PD. Io, che come una volta disse il Professor Marra (non riferito a me), sono motivato da principi “sanamente conservatori”. Ché qui in realtà tutti sono attenti solo ai nomi. Quello che sei, che fai e che dici non conta nulla. Ti etichettano e ti giudicano solo per “appartenenza”. Destra o sinistra? Marco Valli. Come?? Marco Valli. Io sono Marco Valli, quello che conosci o hai conosciuto per anni. Oggi non ci si può definire di destra (non che A ME interessi), perché la destra è solo il fascistello che picchia i deboli. Perfetto. Non sono io…lo sapevate già? Ma non amo definirmi di sinistra (non amo definirmi e basta, ma vabbé…). Detesto l’idea che essere di sinistra voglia dire stare dalla parte dei buoni, di quelli che hanno ragione, di quelli che eccetera eccetera. Preferisco (nel caso) essere buono, piuttosto che esserlo creduto per una professione di appartenenza politica. Forse ci sono idee e ideali di “destra” e “sinistra”. Sono solo io che non li conosco e non li riconosco per mancanza di una cultura politica. Se volete sapere come la penso su una cosa, però, chiedetemelo. Quanto odio i vari “eh ma tu di certo la pensi così perché sei destrorso”. Contenti voi…

Ho votato PD/SEL con la morte nel cuore (minore in ogni caso a quella che avrò se verrà confermato il temuto risultato). Ho votato controvoglia le mummie del centrosinistra. Quelli che vi convincono ogni giorno che SilvioB ha governato negli ultimi 19 anni. Quelli che dimenticano, o meglio cercano di farvi dimenticare, che due volte loro al governo ci sono andati. L’ultima volta, hanno messo Clemente Mastella in una carica del tutto irrilevante nello scacchiere politico: Ministro della Giustizia. Sono caduti perché lui e la moglie ne avevan fatte di tutti i colori.

La volta prima sono caduti perché Prodi, dopo aver negato a Bertinotti le “35 ore”, quando ha capito che faceva sul serio nel giro di una settimana gli ha promesso di tutto. Ma Fausto, no. Lo ha fatto cadere. Ha preferito non cedere sul suo cavallo di battaglia e riconsegnare il paese alla destra. Ma forse mi sbaglio. Del resto, anche a suo tempo avevo seguito pochissimo.

Però quella volta Bertinotti aveva avuto il mio voto. Eh sì. Io, “sanamente conservatore”, avevo dato il mio voto a Rifondazione Comunista. Perché? Perché al di là degli ideali (che, lo avete capito…io non ho), mi sembrava una persona seria. Lo è stato, forse, troppo. Troppo per questa politica, dalla quale poi è uscito in sordina.

Lasciando il campo ai vari D’Alema, Veltroni. Gente che non mi è mai piaciuta. Un esercito di primedonne, l’unico argomento dei quali è sempre e solo stato “Berlusconi non può governare”. E quando avete avuto il governo voi, cosa avete fatto? Di D’Alema ricordo in particolare un episodio. Intervistato perché avevo disertato, come il 95% dei suoi colleghi di ogni schieramento, una seduta parlamentare nella quale all’ordine del giorno c’era la discussione sulla riduzione del numero di parlamentari e delle loro retribuzioni, disse angelico: “mah, non lo so, i miei non mi avevano spiegato bene l’importanza di questa seduta” (intesi: magari mi sbaglio o mi sono espresso in modo improprio. Il concetto rimane). Bene…in queste occasioni, quanto vorrei davvero sempre sentire una voce alzarsi in Parlamento, e dire: “TACI, MISERABILE!

A proposito di questo centrosinistra, un altro “rimprovero” che mi è stato mosso nelle ultime settimane è quello di non aver apprezzato la figura di Matteo Renzi. Sì, forse ho sbagliato nel mio giudizio, chi lo sa. Di certo ho seguito poco, ma l’impressione che avevo avuto è stata quella del giovine un po’ arrogantello che ha tentato il colpo grosso, poi ha detto due belle parole e si è ritirato nella sua dimensione cittadina. Mi han detto “No, no…riguardati bene il discorso che ha fatto dopo aver perso le primarie”. Me lo sono andato a riguardare [perché ormai i discorsi si guardano]. Sì, un bel discorso. Ma quanto quanto quanto mi avrebbe fatto piacere sentirglielo fare PRIMA. Prima di perdere, prima di lasciarsi imbrigliare nelle scaramucce sulle modalità di voto. Certo, le volpi della vecchia guarda ce lo avranno portato dentro. Chi lo sa. Ma avrei preferito che prima di perdere, e non dopo, dicesse “Amici cari…oggi votate per chi preferite…ma poi domani, chiunque vinca, tutti uniti assieme”. Ok, lui era il nuovo, il giovane, forse quello che anche io (se l’avessi seguito di più) avrei amato e nel quale avrei potuto riconoscere quello che sempre mi è mancato, che non ho mai visto nello scenario politico.

Ma perché chi lo amava tanto non lo ha votato alla primarie? “Se ci fosse stato lui, avrei votato il PD”. E perché non sei andato/a alla primarie a votarlo? E il fatto che non ci fosse lui davvero vi ha convinto a NON votare il centrosinistra?? Come se bastasse davvero solo un uomo per arare tutto il resto di farabutti che girano lì in mezzo?!

Poi c’è l’enigma Grillo. No, non l’enigma su di lui, o sulle presunte e chiacchierate eminenze grigie che gli girano alle spalle. L’enigma di chi tra A e B assolutamente non vuole che vinca B…e quindi vota…C. Boh. Io sono troppo “semplice”. Non sono un fine stratega…nemmeno per le cose che studio e vivo da anni. Figuriamoci qui.

Nella mia testa semplice, da una parte c’è uno schieramento che da 19 anni si presenta sempre uguale (stessa manica di delinquenti, di persone che non riconoscono la dignità e il diritto delle persone, e i valori più evidenti). Sempre con lo stesso leader. Che le persone continuano a votare. Ora ditemi: quelli che lo hanno votato negli anni 2000, ma davvero secondo voi oggi avranno cambiato idea? Contavate su quelli che lo hanno sempre votato, per togliergli qualche voto?? O non siete stati forse voi, votando “altrove”, a far mancare voti allo schieramento direttamente concorrente? Non era il vostro schieramento? Non volevate che vincesse il centrosinistra?! Bene, allora di cosa vi lamentate, preoccupate, adirate?? Ha avuto di certo molti voti il partito che avete votato.

Troppo semplice? Lo so, avete – come sempre – ragione voi. Io non conosco tutti i dettagli della legge elettorale, non conosco tutti i bonus di maggioranza regione per regione. Non ho seguito i comizi, non sono sceso in piazza. Soprattutto, credo, ai vostri occhi oggi non ho fatto F5. Ancora adesso, e sono le 23:20, non conosco i risultati delle elezioni.

Non lo so. Non me ne vogliate. Come vi avevo detto, io cercavo qualcuno di “serio” da votare, qualcuno che mi desse l’idea di essere una persona onesta, al di là dei singoli tempi “sociali”, ma che dimostrasse la voglia di fare qualcosa per i problemi immediati. Ovviamente guardando e leggendo poco, non ne ho trovati. Ho fatto in ogni caso una scelta, la mia scelta. Che poi non ho mai capito bene fino a che punto sia anche un dovere, il che aumenta la mia ignoranza politica e la mia irresponsabilità sociale. Ho scelto la cosa che mi sembrava dare, almeno nell’immediato, una garanzia – scarsamente rassicurante – di evitare il danno più grande. Non so. Le idee – se pur condivisibili – degli aderenti al Movimento di Grillo mi lasciano ancora dubbioso. Onesti e ben motivati, quasi sicuramente…ma poi si sapranno muovere in quel mondo? Quando ci sarà da fare delle proposte o prendere delle decisioni, saranno in grado?! Sapranno, soprattutto, una volta “entrati” nel tempio, resistere alla tentazione di unirsi agli altri mercanti, per rimanere più a lungo possibile?

Poche idee confuse, frutto di minima informazione. Ma le cose che penso stanno qui, e se le vorrete attaccare, discutere, criticare, non mi tiro indietro.

 “[…] Ama’, nun saccio pecché, ma chella criatura {la figlioletta piccola che rischia di morire, nella camera accanto, con la febbre altissima} ca sta llà dinto me fa penzà ‘o paese nuosto. Io so’ turnato e me credevo ‘e truvà ‘a famiglia mia o distrutta o a posto, onestamente. Ma pecché?…Pecché io turnavo d’ ‘a guerra […] A mia figlia, ca aieressera, vicino ‘o lietta d’ ‘a sora, me cunfessaie tutte cose {di essere incinta di un soldato americano che è già ripartito per l’America} che aggi’ ‘a fa’? […] A te ca nun he saputo fa’ ‘a mamma, che faccio, Ama’, t’accido? Faccio ‘a tragedia? E nun abbasta ‘a tragedia ca sta scialanno pe’ tutt’ ‘o munno, nun abbasta ‘o llutto ca purtammo nfaccia tutte quante? […]”

Il testo è preso da “I capolavori di Eduardo” Vol. 1, edito da Einaudi, 1950 — 1979. Vi consiglio in ogni caso di (ri)vedere “Napoli Milionari” o, per curiosità, anche solo questa ultima sequenza. E’ il mio F5 di oggi.

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