Turn those speakers up full blast


Se seguite questo blog, dovreste saperlo: oggi ricorrono 10 anni dalla scomparsa di Warren Zevon, il mio cantastorie e il mio eroe preferito. Il Warren che ho raccontato più volte in queste pagine è però il “mio” Warren. Quello più intimo, forse più emozionante e coinvolgente; quello dei grandi ritratti e delle storie e quello dei fuorilegge e dei “cattivi”. Ma non è tutto il Warren Zevon che c’è. Manca ancora all’appello lo Zevon più cinico, dissacrante e politicamente scorretto.

Vi propongo un brano che era un grande classico, un must delle esecuzioni dal vivo. Un brano che si è portato dietro, e forse ancora suscita, polemiche, storielle, scontento “politico” e qualche bocca storta. Il brano è “Play it all night long”, dall’album “Bad luck streak in dancing school” del 1980. Su YouTube c’è solo questa versione dall’album, con qualche errore nel testo e la lap steel guitar del mio amatissimo David Lindley scambiata per un “banjo”. Pazienza! C’è questa versione live che vi può far apprezzare il lato più goliardico (senza eccessi, qui) di Warren sul palco, o questa versione in solitaria altrettanto interessante.

In alternativa, vi propongo il player di Spotify:

Il testo parte sull’irriverente spinto:

Grandpa pissed his pants again / He don’t give a damn

Brother Billy has both guns drawn / He ain’t been right since Vietnam

(Il nonno se l’è fatta di nuovo nei pantaloni / ma non gliene importa molto / mio fratello Billy ha estratto tutte e due le pistole / non è più stato bene dai tempi del Vietnam)

Il ritornello vi farà capire subito (ma non del tutto) in che direzione portino le “polemiche” su questo pezzo:

“Sweet home Alabama” / Play that dead band’s song

Turn those speakers up full blast / Play it all night long

(“Sweet home Alabama” / metti la canzone di quella band che è morta / metti le casse a tutto volume / falla suonare per tutta la notte)

Sweet home Alabama” fu composta dai Lynyrd Skynyrd “in risposta” ai due brani “Southern Man” (da “After the gold rush” del ’70) e “Alabama” (da “Harvest” del ’72) di Neil Young. Si trova in “Second helping” del ’74. (Il primo “aiutino” ce l’avevano dato nel ’73, con un album di esordio intitolato “Pronounced leh-nerd skin-nerd”, che in realtà a me non ha mai aiutato fino in fondo a capire come caspita si debba leggere il nome!). Il riferimento a Neil Young (che aveva criticato in quei pezzi la mentalità del Sud, dei southern men) è del tutto esplicito (qui ne trovate un rendiconto). La canzone di Warren apparentemente porta la querelle ancora oltre…ma sarà veramente così?

Nell’ottobre del ’77 (io avevo pochi mesi!), un charter che trasportava metà della band si schianta dalle parti di Gillsburg, Mississipi (su Google Maps trovate la dicitura esplicita “Lynyrd Skynyrd Plane Crash Location (approx.)”), tre giorni dopo l’uscita del sesto album della band, “Street Survivors”. Nella copertina originale, per la gioia futura di tutti gli amanti, come me, della useless information, proprio i membri deceduti sono circondati dalle fiamme. Questa versione dell’album viene rapidamente ritirata e la nuova copertina riporta una immagine analoga, su sfondo nero e senza fiamme:

lynyrd_skynyrd_street_survivors

Ecco perché i LS vengono etichettati come “dead band”. Ma Warren ne ha ancora per tutti:

Daddy’s doing Sister Sally / Grandma’s dying of cancer now

The cattle all have brucellosis / We’ll get through somehow

(Papà si sta facendo mia sorella Sally / la nonna sta morendo di cancro / tutte le mucche hanno la brucellosi / ne usciremo in qualche modo)

…e, se ancora non bastasse, dopo il ritornello ancora una strofa sulla stessa linea:

I’m going down to the Dew Drop Inn / See if I can drink enough

There ain’t much to country living / Sweat, piss, jizz and blood

(faccio un salto alla taverna / cerco di bere a sufficienza / è dura la vita in campagna / sudore, piscio, xxxxxx e sangue)

Non contento di aver utilizzato la parola “brucellosi”, Warren non si tiene più. “There ain’t much to country living” (spero la mia proposta di traduzione renda almeno vagamente l’idea) è il verso che viene additato per mostrare come il pezzo sia la risposta polemica ai LS per la loro risposta polemica a NY. Io concordo pienamente con un commento trovato in rete: la canzone è irriverente (come buona parte della produzione di WZ); il linguaggio volgare appare ancora più dissacrante se confrontato con la “aulicità” del ritornello; non è un pezzo contro il Sud, ma solo una critica a chi dice che qualsiasi cosa è bella solo perché è del Sud. E conclude “[…]  Play it all night long. Also, Warren Zevon is awesome. AWESOME […]”.

Come a dire: fatevela, una risata. Girate la manopola al massimo, e mettete ‘sto pezzo. Quello di Warren, ovviamente! Warren stava sempre avanti. E quando qualche estate or sono tali Kid Rock hanno proposto un pezzo che doveva essere un mix di “Werewolves of London” e “Sweet home Alabama”, non ho potuto far altro che pensare: ma questo Warren l’aveva già fatto. Lui aveva già capito tutto!

Per gli amanti della useless information, ancora, posso solo concludere dicendo che “Street survivors” con la copertina fiammeggiante è stato recentemente ristampato. A me è stato regalato in vinile. Credo fosse per i miei 29 anni (insieme a un doppio live dei Creedence), dai Valletti e dai miei “studenti scelti”, nella stessa occasione nella quale li stupii, presentandomi ai festeggiamenti per il mio compleanno con dei regali per loro!

Allora questo post è

dedicato a

Laura, Nadia, Kris, Angelo & Giulio

e all’amico Lapanz,

(il quale mi ha insegnato la storia della copertina, assieme a tante tantissime altre!)

Turn those speakers up full blast / Play it all night long

2 Responses to “Turn those speakers up full blast”


  1. 1 Laura Fanfarillo Sab, 7 Set, 2013 alle 19:47

    Grande post 😀 Anche se a dire la verità non mi ricordavo altro regalo se non il doppio dei CCR … 😛 !

  2. 2 Kris Dom, 8 Set, 2013 alle 18:44

    tutte le volte che regalo qualcosa a qualcuno mi torna in mente quella splendida occasione: il mio/nostro non-compleanno in cui quel genio del festeggiato ci prese tutti in contropiede.. con dei regali per i festeggianti.. Like a Stone!

    K


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