Better take the keys and drive forever


Oggi Aimee Mann compie 53 anni! Aimee è stata protagonista di uno dei primissimi post, qui sul Grande Cocomero. Il secondo, per la precisione: il primo (poteva essere diversamente?) era per Warren Zevon! In quella occasione, leggendo e ascoltando assieme “It’s not”, che chiude il disco “Lost in space”, ci lasciammo con la promessa (“quanto prima”…) di dedicare un post al brano di apertuta dell’album, “Humpty Dumpty”. Pare che quel giorno sia arrivato! Come discusso allora, il tema che ricorre in “Lost in space” è quello del viaggio. Un viaggio che molto spesso non porta in nessuno luogo, perché il punto di partenza (noi stessi) ha già perso ogni riferimento.

Say you were split, you were split in fragments
and none of the pieces would talk to you
wouldn’t you want to be who you had been?
Well, baby I want that, too

(Immagina di dividerti, di divederti in tanti pezzetti / e che nessuno di quei pezzetti volesse parlare con te / Non vorresti tornare ad essere quello che eri stata? Be’, Baby, è quello che voglio io adesso)

Di fronte alla possibilità che tutto vada perduto e la tua esistenza si riduca a un insieme di frammenti sconnessi, riprendere la tua vita, così com’era un attimo prima, non appare più come la peggiore delle alternative.

So better take the keys and drive forever
staying won’t put these futures back together
all the perfect drugs and superheros
wouldn’t be enough to bring me up to zero

(…e allora è meglio mettersi alla guida e fuggire via per sempre: rimanere non rimetterà insieme i pezzi / Nessuna droga e nessun super-eroe sarà in grado di riportami su allo zero)

Lo so. E’ irritante che proprio io, non-patentanto convinto, metta in neretto e sottoscriva dei versi nei quali si identifica l’unica soluzione possibile con l’andare via in macchina! Il riferimento alla droga si trova, by the way, anche nel secondo brano dell’album (“High on sunday 51“) e nella “It’s not” che abbiamo già ascoltato assieme.

Bella, tra l’altro, l’immagine dei tanti (possibili) futuri che non possono essere rimessi assieme!

Baby, you’re great,  you’ve been more than patient
saying it’s not a catastrophe
but I’m not the girl you once put your faith in
just someone who looks like me

(Baby sei fantastica, sei stata molto più che paziente / a dire “Hey, non è la fine del mondo” / ma io non sono la persona nella quale hai riposto la tua fiducia, solo una che le somiglia)

Che dire? Questo è molto bello. E siccome ho difficoltà a commentarlo, mi rifugio ricordando che anche Loker, nella puntata 2×02 di “Lie to me” (Truth or consequences) dice alla bella Gillian “[…] you gotta have faith in something. I’m putting mine in you […]”.

Aimee, tuttavia, è così disperata da mandare via questa persona:

So get out while you can
get out while you can
Baby I’m pouring quick sand
and sinking is all I have planned
so better just go…

(Quindi vattene finchè sei in tempo, vattene finché puoi / Baby sto trasudando mercurio e il mio piano è di andare a fondo e basta / quindi, ti prego, va via…)

Chissà, forse non vuole che lui sia solo un altro pezzetto con il quale non riuscirà a parlare. E ricorda molto l’inizio di “Deathly” (dall’album precedente, “Bachelor No. 2 or, the last remains of the dodo”, del ’99): “[…] Now that I’ve met you, would you object to never seeing each other again? […]”. Questa frase viene pronunciata, quasi verbatim, dal personaggio di Claudia al poliziotto, in Magnolia. Il regista, Paul Thomas Anderson, è un amico di Aimee ed ha preso ispirazione, per il suo film, proprio dai suoi pezzi i quali, assieme ad altri composti per l’occasione, hanno dato vita alla colonna sonora della pellicola.

Dopo un ennesimo ritornello, la conclusione del brano prevede la ripetizione di questi versi:

All the king’s horses and all the king’s men
Couldn’t put baby together again

Al primo ascolto, mi stupii di trovare questi versi. “All the king’s horses” era allora, per me, il titolo di una canzone di Joss Stone, nel disco d’esordio “The soul sessions”. Si tratta della una cover di una canzone di Aretha Franklin. E poi al giorno d’oggi basta fare una ricerchina in rete per scoprire…

Per scoprire che “Humpty Dumpty” è un personaggio delle filastrocche “made in U.K.”. E’ un grosso uomo-uovo (secondo Wikipedia italiana da noi sarebbe anche noto come “Unto Dunto“…mah…); oltre ad apparire in “Attraverso lo specchio”, è protagonista di questi versi:

Humpty Dumpty sat on a wall,
Humpty Dumpty had a great fall.
All the king’s horses and all the king’s men
Couldn’t put Humpty together again

Se Humpty era un grosso uovo, deve aver fatto un bel botto, cadendo per terra. E, si sa, fatta la frittata è difficile rimettere assieme tutti i pezzi. Proprio come canta Aimee! (Joss e Aretha, invece, mi sembra si riferissero all’impossibilità di rimettere assieme “due cuori”…questa ricerchina fatela voi!). Il riferimento agli uomini e ai cavalieri del re può sembrare buffo, anche se in una filastrocca. Per questo, ho trovato anche la possibile referenza al fatto che Humpty Dumpty fosse una macchina da guerra usata per gli assedi. Qualcuno sostiene anche che HD rappresenti in realtà il Re Riccardo III!

E per non porre fine al consueto flusso di useless information, colgo l’occasione per ricordavi che, in ogni caso, tutti passeranno sotto al “[…] ferro che li sfraggne in porverino […]”, tanto per rendere omaggio al “Divino” Belli, del quale ieri ricorreva l’anniversario della nascita (1791) e che in questi giorni viene festeggiato degnamente dal Comune di Roma, a 150 dalla morte (1863).

4 Responses to “Better take the keys and drive forever”


  1. 1 wwayne Dom, 15 Set, 2013 alle 19:47

    Fino a 3 anni fa ero un accanito divoratore di musica, di qualsiasi tipo. Non mi piacevano tanto le hits che impazzavano in radio e su MTV (allora MTV era un canale di musica, e non un’ accozzaglia di reality depressi di serie Z): preferivo piuttosto i piccoli capolavori nascosti che scoprivo sui canali di musica alternativa di SKY, come Brand : New e National Geographic Music.
    Poi, appunto 3 anni fa, quei canali sono stati soppressi, e adesso non c’é più modo di ascoltare canzoni che non siano le solite 10 – 20 in cima alla hit parade. Adesso l’ unico canale musicale che seguo é il 789 di SKY, dove puoi trovare 24 ore su 24 l’ ottima musica soul degli anni ’70 e ’80. Forse la migliore musica mai prodotta da voci umane.
    Grazie a quel canale ho scoperto queste stupende canzoni:

    Average White Band – Let’s go round again
    The Brothers Johnson – Stomp!
    The Commodores – Lady (you bring me up)
    Dan Hartman – Relight my fire
    Delegation – You and I
    Dynasty – Here I am
    George Duke – Shine on
    Odyssey – Going back to my roots
    Sharon Redd – Can you handle it?
    Skyy – Here’s to you
    Tavares – Heaven must be missing an angel
    Teena Marie – I need your lovin’

    Ascoltale: mi ringrazierai. : )


  1. 1 Aimee Mann’s "It’s Not" (Lost in Space, SuperEgo 2002) | Il Grande Cocomero Trackback su Lun, 8 Set, 2014 alle 22:44

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