La più bella canzone d’amore


Nooo. Non ci posso credere! Davvero ci siete caduti? Mi conoscete proprio poco! Dovreste sapere che non amo fare classifiche assolute; al massimo potrei dirvi la mia canzone (d’amore, o d’altro genere) preferita. Ma mai “la migliore” o “la più bella”.

In ogni caso, oggi il Maestro Paolo Vites mi ha ricordato che c’è questa canzone, assolutamente da postare e da condividere. E’ la canzone con la quale  gli Eurythmics (Annie Lennox e Dave Stewart) tornarono (insieme e) alla ribalta nel 1999. Il singolo “di punta” dell’album (“Peace”) in realtà penso sia stato “I saved the world today”. Ma io ho sempre preferito questa “17 again“. Nel video ufficiale, la canzone è un po’ sporcata da colpi di fucile ed esplosioni varie; allora meglio riascoltarla in questa versione live, Annie alla voce e Dave alla chitarra. Come più si conviene. In ogni caso, questa è la versione da studio:

[spotify https://play.spotify.com/track/2H1eMVdneUuaj3s1R36JNH]

Yay though we ventured through
The Valley of the stars
You and all your jewelry
And my bleeding heart

(Sebbene ci avventurammo nella Valle delle Stelle / tu con i tutti i tuoi gioielli e il mio cuore sanguinante)

Annie e Dave si incontrano, musicalmente e affettivamente, alla fine degli anni ’70, esibendosi insieme con vari nomi, fino a diventare gli Eurythmics nel 1980. Elementi di punta del synth-pop britannico, non erano certamente “sobri” nell’aspetto.

eu

Entrano nella “Valle delle Stelle” agli inizi degli anni ’80, con classici quali “When tomorrow comes“, “Thorn in my side“, “Here comes the rain again” e, ovviamente, “Sweet dreams“. Molto presto il loro legame personale si rompe, ma non quello artistico, che prosegue andandosi un po’ a spegnere, fino alla separazione, non del tutto “ufficializzata”, del 1990. Annie prende la carriera solista (dalla quale ricordiamo l’inconfondibile “Do be do be do do do oh” di “No more I love you’s” e “Why“, notevoli successi commerciali), Dave producendo un po’ di tutto (da Tom Petty a Bon Jovi, da Hall&Oates a Bryan Ferry, da Anastacia a Marianne Faithfull).

Who couldn’t be together
And who could not be apart

(Chi non poteva stare assieme e chi non poteva stare da solo)

Non sono aggiornatissimo sui dettagli personali della coppia. Lui era sposato prima, si è risposato (due volte, credo) poi. Probabilmente il periodo della fama, le nuove esperienze, l’arrivo nello stardom avranno un po’ pesato sugli equilibri del duo.

We should’ve jumped out
Of that airplane after all
Flying skyways overhead
It wasn’t hard to fall 

(avremmo potuto saltar giù da quell’aereo, dopo tutto / volando in alto al di sopra delle persone non era difficile cadere)

Mi rimane questa idea del rimpianto. Di aver dedicato troppo tempo e troppa attenzione al mondo delle celebrità e, forse, poca a loro due. Come se, a 25 anni di distanza dei quali una decina al top delle hit-list, Annie un po’ rimpiangesse qualcosa che poteva essere e non è stato. Sì, ci saremmo fatti male cadendo, ma forse non sarebbe stata la scelta peggiore.

And I had so many crashes
That I couldn’t feel
At all…

(io ero già caduta così tante volte che non sentivo più nulla)

And it feels like
I’m 17 Again
Feels like I’m 17

(e ora mi sembra di avere di nuovo 17 anni / mi sento come se avessi di nuovo 17 anni)

A 45 anni e un bel po’ di esperienze sulle spalle, Annie forse vede in “Peace” un possibile nuovo inizio, da vivere con l’entusiasmo e l’incoscienza di quando aveva conosciuto Dave per la prima volta (nel ristorante dove lavorava).

Times might break you
God forsake you
Leave you burned and bruised
Innocence will teach you
What it feels like to be used

(Il tempo può farti male e Dio abbandonarti / lasciarti bruciato e pieno di ammaccature / L’innocenza ti insegnerà come ci si sente ad essere usati)

Il rammarico qui sembra farsi un po’ più astioso. C’è aria di accusa e di qualche colpa da rinfacciare. In “Sweet dreams“, avevano cantato “Some of them want to use you / Some of them want to get used by you / Some of them want to abuse you / Some of them want to be abused” (qualcuno vuole usarti, qualcuno vuole essere usato da te; qualcuno vuole abusare di te, qualcuno vuole che tu abusi di lui). Stiamo ancora ripercorrendo le tappe della loro storia.

Thought that you’d done everything
You didn’t have a clue

And it feels like
I’m 17 Again
Feels like I’m 17
Again

(Pensavo avessi provato ogni cosa, non avevi la minima idea / E mi sento come se avessi di nuovo 17 anni, mi sembra di avere 17 anni, di nuovo)

Looking from the outside in
Some things never change

(Guardando dall’esterno, certe cose non sembrano cambiare mai)

Adesso forse sta parlando con noi. E’ un grido quasi disperato, che si contrappone all’entusiamo di avere di nuovo 17 anni. Forse a vederli allora, nel ’99, di nuovo insieme sul palco, avremmo potuto pensare che, alla fin fine, non fosse cambiato nulla. Eccoli qui, ancora una volta conciati in maniera improbabile, a cantare per il loro pubblico. Certe cose sembrano non cambiare (e non finire), mai. Tuttavia, “[…] Everything has to end some time, otherwise nothing would ever get started […]” (tutte le cose devono finire, prima o poi…altrimenti quelle nuove non potrebbero mai avere inizio), mi ricordava ieri sera il Doctor Who, nella puntata natalizia del 2010, una magistrale rilettura del Racconto di Natale di Dickens.

Hey hey I’m a million miles away
Funny how it seems like yesterday

(Hey hey sono a milioni di kilometri di distanza / buffo come tutto sembri come fosse ieri)

L’atmosfera si fa eterea e distaccata, e forse solo per questo non si riesce a distinguere il presente dal passato…Ma c’è un brusco risveglio e una disincantata presa di coscienza ad attenderci:

All those fake celebrities
And all those vicious queens
All the stupid papers
And the stupid magazines

Sweet dreams are made of anything
That gets you in the scene

(Tutte quelle celebrità artefatte e quelle perfide reginette / tutti quegli stupidi giornali e quelle stupide riviste / I bei sogni sono fatti di tutto ciò che ti porta al centro della scena)

Ecco. Finalmente è svelato il segreto custodito per 15 anni: di cosa sono fatti questi “sweet dreams”? Nel 1984 cantavano “Sweet dreams are made of this: who am I to disagree?” (I bei sogni sono fatti di questo: chi sono io per dissentire?). Divi e dive che vivono solo per l’apparenza, le interviste, i giornali. Ma il richiamo della “scena”, della visibilità e del successo ci portano ad accettare questi compromessi. In fondo non volevamo altro che essere famosi, essere ricordati, vivere per sempre. Quanto sembra tutto inutile ora, inutile come quel segreto mai rivelato e che ora voglio solo urlare in questo microfono. Era soltanto un sogno. Un sogno innocente, ma, si sa, l’innocenza ti farà capire che alla fine rimangono solo le bruciature e le lacrime.

And it feels like
I’m 17 Again
Feels like I’m 17
Again

Sweet dreams are made of this
Who am I to disagree
I travel the world and the seven seas
Everybody’s looking for something
Yeah

Avere di nuovo 17 anni è solo una illusione, come la celebrità stessa. E, perché il cerchio si chiuda, tornano a conclusione le parole di “Sweet dreams”.

Non mi perdonereste mai la mancanza di un po’ di inutili annotazioni. E allora sappiate che il “riff” ostentato di “Sweet dreams”, nella versione di Marylin Manson (1996), è stata a lungo la suoneria del primo cellulare acquistato in casa Valli, che abbiamo usato un po’ tutti. La suoneria l’avevo composta io con il telefono stesso. Inoltre, eurythmics è il nome di una tecnica pedagogica che Annie aveva praticato da bimba.

Sweet dreams are made of anything
That gets you in the scene

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