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The day the music died

Eccoci. Quattro anni fa (avrei detto fossero al massimo due!), il 3 febbraio 2009, scrivevo un post, dove appare questo frase del ritornello di “American Pie” (nella versione di Don McLean…o quella di Madonna, come più vi piace!). In realtà quel post celebrava il primo anniversario di questo blog…in ritardo. Perché il primo post era stato per ricordare il compleanno di Warren Zevon. E anche quest’anno, da tradizione, sono in ritardo per questa “celebrazione”. Ma, come sempre, ho iniziato il post. Il 5, due soli giorni dopo (record assoluto!), ne scrissi un altro simile: in quella occasione abbiamo anche commentato la “classifica” dei post del Grande Cocomero, secondo il numero di visite ricevute. Allora, in attesa del post su WZ (scrivevo poco quando non facevo nulla…ora che lavoro, la cosa si fa tragica…ma si può rimediare!), oltre a riproporre quella classifica aggiornata, vi annuncio pure una “iniziativa” in più.

Per prima cosa Continua a leggere ‘The day the music died’

Let’s drink a toast to those who best survived the life they’ve led

Janis Ian è una cantautrice poco conosciuta. Questa volta lo devo ammettere. E non posso nemmeno fingere di conoscerla bene. Avevo scar…ehm…”ottenuto” alcuni dei suoi dischi qualche tempo fa…e non mi erano dispiaciuti; poi però l’avevo un po’ persa tra tutto il resto, tra solite voci, amori passeggeri e quelli che prima o poi ritornano sempre. Ci sono tornato su poco tempo fa…non ricordo come, forse ne avrà postato un pezzo il Maestro Paolo Vites o chi per lui. Fatto sta che di lei ci sono rarissime tracce tra Continua a leggere ‘Let’s drink a toast to those who best survived the life they’ve led’

Cose da fare a Los Angeles quando sei solo

Oggi, 7 Settembre, ricorre l’anniversario della scomparsa di Warren Zevon (2003). Come penso ormai saprete, Warren è uno dei miei “eroi” musicali. Questa mia passione ha anche ricevuto un “suggello ufficiale” quando il Maestro Paolo Vites, nel giorno nel quale sono andato a conoscerlo dal vivo, mi ha introdotto alla band – guidata dal figlio d’arte Benedetto Chieffo – che lo “accompagnava” nella presentazione del suo ultimo libro su Dylan come “il più grande fan italiano di Warren Zevon”.

Per questa occasione, vi propongo l’ascolto Continua a leggere ‘Cose da fare a Los Angeles quando sei solo’

John Hiatt: The Open Road

John Hiatt è un cantautore americano, poco noto – direi – al ‘grande pubblico’, ma dalla lunga e valida carriera. Mi sono imbattuto nell’album “The open road” (New West Records, 2010) quando, uscito da un consueto gelato da ‘I gracchi’ con Fratello Xulo, lo accompagnai nel suo solito giretto da ‘Profondo Rosso’. Colpito dalla musica che usciva dallo stereo, chiesi quale CD stessimo ascoltando.

È stato anche uno dei miei primi acquisti su Amazon (assieme al capolavoro incredibile Continua a leggere ‘John Hiatt: The Open Road’

Fading Fast

Questa e’ la piu’ bella “canzone di addio” che io conosco. Scritta da Iain Matthews (ex Fairport Convention) per l’album “La Terre Commune” del 2001 (assieme ad Elliott Murphy), che contiene una bella cover di “Blind Willie McTell” di Dylan e una assai meno bella cover di “Sad Eyes” del Boss [i link sono agli “originali”!].

La chitarra che accompagna il brano dall’inizio alla fine e’ l’unica altra cosa presente oltre alla voce dei due. Non dico che vorrei saper scrivere una cosa cosi’…mi basterebbe anche solo saperla suonare!

Questa e’ una canzone d’addio. E’ la canzone di un amore finito. Continua a leggere ‘Fading Fast’

Pure poeta fu?

Si dice che questa fu l’espressione adoprata dal nostro Prof. di ‘Disegno’ (Educazione Artistica?!) del Liceo, il mitico C.d.S., per commentare una illustrazione di non so bene chi…era una illustrazione di un passaggio della Divina Commedia…e ovviamente sotto il dipinto erano stati posti i versi del Padre Dante…me lo immagino, un po’ curvo e nel gesto di aggiustarsi gli occhiali, esclamare nella sua profonda ingenuita’ e col suo accento salernitano: “Ah…pure poeta fu?”

…di certo non si trattava di una della magnifiche incisioni (‘engravings’, se vi capita di leggerlo in inglese…) di Gustave Dore’, attraverso le quali un po’ tutti abbiamo imparato ad immaginare gli episodi delle tre Cantiche…anche se e’ bene sapere che il nostro ha “ingravato” un po’ tutti…dal Paradiso Perduto, al Don Quixote (“Chisciotte”…proprio con “tte” nella versione di Guccini…)…l’Orlando Furioso e la Bibbia

…ma oggi volevo parlarvi di un altro mio ‘Eroe’…anzi, mi sorprendo del fatto che ancora non sia finito su queste mie sconclusionate e singhiozzate pagine…

In queste ultime settimane e’ tornato a riempire le mie giornate…e ancora spero presto in una occasione per poterlo condividere con qualche anima fortunata…si tratta di Continua a leggere ‘Pure poeta fu?’

And the bells were ringing out for Xmas day

Questa e’ una canzone dei Pogues, “[…] la band con il piu’ alto tasso alcolico degli ‘80 […]”, capitanata da “[…] Shane McGowan, spettacolare esempio di talento votato all’autodistruzione, […] maschera sdentata che canta a squarciagola […]”. Una band dal reportorio da trattoria irlandese, una ciurma di musicisti che suona qualsiasi tipo di strumento…ciurma allo sbando come nella “rivisitazione” de “La Zattera della Medusa” di Gericault che fa da copertina al secondo album, “Rum, Sodomy & the Lash” dell’85, “[…] struggente e chiassoso come una bevuta d’addio […]” (tutte le citazioni da “Rock – 500 dischi fondamentali”, Ed. Giunti 2002).

pogues zattera

Questo disco e’ forse piu’ organico del successivo “If I Should Fall from Grace with God”, uscito 3 anni piu’ tardi, ed e’ prodotto nientemeno che da Elvis Costello, il quale a fine session si allontanera’ dal gruppo, portandosi via anche la bassista Cait O Riordan, che diventera’ sua moglie (in anni recenti, il buon EC ha preso una seconda moglie “musicale”, la brava Diana Krall). I Pogues non la prenderanno benissimo, attaccando Costello nel brano “Fiesta” su “If I Should…” (vedi “24000 dischi”, Ed. Zelig 2004).

Le due punte di diamante – imho, ovviamente – di questo terzo album (prodotto da Steve Lillywhite, uno che ha prodotto veramente di tutto!) sono pero’ Continua a leggere ‘And the bells were ringing out for Xmas day’

I hold you close in the back of my mind

Avete presente quella storia che gira…si’, che io mi “inventerei” le citazioni?! O meglio, che mi sbaglio puntualmente nel citare? Ok, si’…e’ vero, ma non e’ che mi sbaglio…e’ – come dire – che il mio e’ un “processo creativo”…le ricordo come mi piacerebbe che fossero…Volete un esempio clamoroso (e ne avrei….uh…)?!

C’e’ questa canzone di Ryan Adams (si’, Ryan, non Bryan!)…”La Cienega Just Smiled” (dal validissimo “Gold” del 2001)…facciamo cosi’: intanto ascoltiamola assieme, che’ e’ bellissima…

…allora…E’ successo questo…che Continua a leggere ‘I hold you close in the back of my mind’

I and Love and You

No, non e’ una dichiarazione d’amore. Pero’ e’ “[…] la piu’ bella canzone dai tempi di “The Weight” di “The Band” […] secondo il Maestro Paolo Vites…e, se lo dice lui…! Oltre che (sempre secondo PV) una delle tre piu’ belle dell’anno

Beh, come inizio…vi ho gia’ influenzato abbastanza, no?! Anche se non conoscete PV, ora ascolterete il brano un po’ condizionati…in attesa di chissa’ quale “capolavoro” (secondo i vostri canoni…)…No?! Vogliamo provare?

Ottimo. Allora? Oltre – ovvio – a “chiamare” tutti i componenti la band…quali emozioni (if any…) vi ha suscitato questo pezzo? Niente? Niente niente?! Ok, allora ora ci provo io… Continua a leggere ‘I and Love and You’

If winter comes…

“If winter comes can Beethoven’s Birthday be far behind?” (se l’inverno arriva, puo’ l’Anniversario di Beethoven essere lontano?) si domanda Lucy in una striscia del Maestro Schulz (l’unica persona per la quale, e’ noto, ho portato il lutto al braccio – per 10 giorni…), giocando sul verso verso finale de “Ode to the West Wind” di Percy Bysshe Shelley (“pissi-pissi” Shelley, per gli amici…), nel quale si anela il ritorno della primavera e non il festeggiamento per il Maestro (Beethoven, non Schulz!)…

…arriva il tempo del Natale…quest’anno forse anche con un po’ di neve; “[…] eeeeh, questo Natale si e’ presentato come comanda Iddio…co’ tutti i sentimenti s’e’ presentato […]”, constata piu’ volte Luca Cupiello – Eduardo all’inizio del primo atto di – guarda un po’… – “Natale in Casa Cupiello”…capolavoro (secondo pero’ all’inarrivabile “Napoli Milionaria” nella mia personale classifica) nel quale il presepe assume un ruolo da protagonista…e questo post, ogni anno, e’ in lista d’attesa per la pubblicazione il giorno 8 del mese di dicembre, perche’ – secondo una tradizione che tanti anni fa mi “consegno’ “ PornoMarta, quello e’ il giorno deputato all’ Continua a leggere ‘If winter comes…’


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