Posts Tagged 'blues'

The waking breathing in all we give

Ero al primo anno di Dottorato. Una mattina di primavera…sarà stato più o meno di questi tempi. Nello studio di Benhar per lavorare un po’. Come sempre, prima di principiare qualcosa di impegnativo, stava scegliendo quale musica mettere in sottofondo e mi stava raccontando qualcosa della sua vita familiare. Mi stava dicendo che avevano preso dei biglietti per un Festival Gospel a Roma.

Fu così che nacque una delle conversazioni più soddisfacenti della primissima fase del nostro rapporto… Continua a leggere ‘The waking breathing in all we give’

Can you See the Light now, Jeff?

Stamattina ho letto della morte di Jeff Healey; cieco dall’età di un anno per un tumore alla retina, è morto a soli 41 anni. La cecità lo aveva portato ad imparare a suonare la chitarra in modo veramente singolare: teneva lo strumento sulle ginocchia (a mo’ di lap steeel…), utilizzando la mano sinistra più come chi suonasse uno strumento a tastiera che una chitarra; questo gli permetteva uno stile ed un fraseggio molto particolare ed inconfondibile. Il suo rock blues era “molto elettrico”, ma quasi mai “hard”…lontano dai suoni di un Sonny Landreth, diciamo. Era dotato di una buona voce, molto vicina anche a suoni più r’n’b…permettendogli di spaziare abbastanza con il repertorio. Ha inciso cover di un certo numero di artisti, oltre alla produzione originale. Nel secondo album, “Hell to Pay“, che segue l’esordio di “See the Light“, appare ospite Mark Knopfler. Per farvi un’idea della sua tecnica e del repertorio, vi propongo di ascoltare e vedere il mio preferito soul-blues di “As the years go passing by” del grande Albert King (…che non è un esponente del prog italiano, giusto Lapanz??? Ricordi?!), e la sua versione di “While my guitar gently wheeps” di George Harrison, della quale si è parlato su questa pagina nei giorni passati…

Fallen Angel

<Per circa 6 anni, dal 1968 al 1975, “The Band” è stata una delle più popolari ed influenti formazioni nel mondo; la loro musica ha abbracciato i favori della critica (e, in misura lievemente minore, del pubblico) almeno quanto quella di Beatles e Rolling Stones. I loro album sono stati analizzati e recensiti con la stessa intensità delle registrazioni del loro ex “datore di lavoro” e spesso mentore Bob Dylan […]> (All Music Guide).

Continua a leggere ‘Fallen Angel’

Stop all the clocks…

Ieri (i.e. quando avrei dovuto scrivere questo post!) ricorreva l’anniversario della nascita del poeta americano Wystan H. Auden (New York, 21/2/1907 – Vienna, 29/9/1973). Confesso, non so assolutamente nulla di questo autore…se non che una sua poesia è citata in uno dei miei film preferiti, “Quattro Matrimoni e un Funerale” (“Four Weddings and a Funeral“, 1994) di Mike Newell. Mi dicono che la stessa poesia sia citata anche ne “L’Attimo Fuggente” (“Dead Poet Society“, 1989) di Peter Weir…uno di quei film che valuto come “un bel film”, ma che non ho quasi mai voglia di rivedere, cosa che al contrario accade per moltissimi altri, molto meno validi. In ogni caso, non ricordo questo momento del film.

La ricorrenza ha suggerito (ove necessario…) l’occasione per rivedere “Quattro Matrimoni…”

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