Posts Tagged 'traduzione'

La più bella canzone d’amore

Nooo. Non ci posso credere! Davvero ci siete caduti? Mi conoscete proprio poco! Dovreste sapere che non amo fare classifiche assolute; al massimo potrei dirvi la mia canzone (d’amore, o d’altro genere) preferita. Ma mai “la migliore” o “la più bella”.

In ogni caso, oggi il Maestro Paolo Vites mi ha ricordato che c’è questa canzone, assolutamente da postare e da condividere. E’ la canzone con la quale Continua a leggere ‘La più bella canzone d’amore’

Turn those speakers up full blast

Se seguite questo blog, dovreste saperlo: oggi ricorrono 10 anni dalla scomparsa di Warren Zevon, il mio cantastorie e il mio eroe preferito. Il Warren che ho raccontato più volte in queste pagine è però il “mio” Warren. Quello più intimo, forse più emozionante e coinvolgente; quello dei grandi ritratti e delle storie e quello dei fuorilegge e dei “cattivi”. Ma non è tutto il Warren Zevon che c’è. Manca ancora all’appello lo Zevon più cinico, dissacrante e politicamente scorretto.

Vi propongo un brano che era un grande classico, un must delle esecuzioni dal vivo. Un brano che si è portato dietro, e forse ancora suscita, polemiche, storielle, scontento “politico” e qualche bocca storta. Il brano è  Continua a leggere ‘Turn those speakers up full blast’

Let’s drink a toast to those who best survived the life they’ve led

Janis Ian è una cantautrice poco conosciuta. Questa volta lo devo ammettere. E non posso nemmeno fingere di conoscerla bene. Avevo scar…ehm…”ottenuto” alcuni dei suoi dischi qualche tempo fa…e non mi erano dispiaciuti; poi però l’avevo un po’ persa tra tutto il resto, tra solite voci, amori passeggeri e quelli che prima o poi ritornano sempre. Ci sono tornato su poco tempo fa…non ricordo come, forse ne avrà postato un pezzo il Maestro Paolo Vites o chi per lui. Fatto sta che di lei ci sono rarissime tracce tra Continua a leggere ‘Let’s drink a toast to those who best survived the life they’ve led’

John Hiatt: The Open Road

John Hiatt è un cantautore americano, poco noto – direi – al ‘grande pubblico’, ma dalla lunga e valida carriera. Mi sono imbattuto nell’album “The open road” (New West Records, 2010) quando, uscito da un consueto gelato da ‘I gracchi’ con Fratello Xulo, lo accompagnai nel suo solito giretto da ‘Profondo Rosso’. Colpito dalla musica che usciva dallo stereo, chiesi quale CD stessimo ascoltando.

È stato anche uno dei miei primi acquisti su Amazon (assieme al capolavoro incredibile Continua a leggere ‘John Hiatt: The Open Road’

I hold you close in the back of my mind

Avete presente quella storia che gira…si’, che io mi “inventerei” le citazioni?! O meglio, che mi sbaglio puntualmente nel citare? Ok, si’…e’ vero, ma non e’ che mi sbaglio…e’ – come dire – che il mio e’ un “processo creativo”…le ricordo come mi piacerebbe che fossero…Volete un esempio clamoroso (e ne avrei….uh…)?!

C’e’ questa canzone di Ryan Adams (si’, Ryan, non Bryan!)…”La Cienega Just Smiled” (dal validissimo “Gold” del 2001)…facciamo cosi’: intanto ascoltiamola assieme, che’ e’ bellissima…

…allora…E’ successo questo…che Continua a leggere ‘I hold you close in the back of my mind’

If winter comes…

“If winter comes can Beethoven’s Birthday be far behind?” (se l’inverno arriva, puo’ l’Anniversario di Beethoven essere lontano?) si domanda Lucy in una striscia del Maestro Schulz (l’unica persona per la quale, e’ noto, ho portato il lutto al braccio – per 10 giorni…), giocando sul verso verso finale de “Ode to the West Wind” di Percy Bysshe Shelley (“pissi-pissi” Shelley, per gli amici…), nel quale si anela il ritorno della primavera e non il festeggiamento per il Maestro (Beethoven, non Schulz!)…

…arriva il tempo del Natale…quest’anno forse anche con un po’ di neve; “[…] eeeeh, questo Natale si e’ presentato come comanda Iddio…co’ tutti i sentimenti s’e’ presentato […]”, constata piu’ volte Luca Cupiello – Eduardo all’inizio del primo atto di – guarda un po’… – “Natale in Casa Cupiello”…capolavoro (secondo pero’ all’inarrivabile “Napoli Milionaria” nella mia personale classifica) nel quale il presepe assume un ruolo da protagonista…e questo post, ogni anno, e’ in lista d’attesa per la pubblicazione il giorno 8 del mese di dicembre, perche’ – secondo una tradizione che tanti anni fa mi “consegno’ “ PornoMarta, quello e’ il giorno deputato all’ Continua a leggere ‘If winter comes…’

Winding down to the valley of lights

Vienna Teng e’ una cantautrice statunitense di origini taiwanesi (si dice cosi’?!). I suoi pezzi sono fondamentalmente voce & piano. Nulla di troppo impegnativo, sia chiaro. Facile facile…ma ogni tanto ci sta!

Il brano di oggi si intitola “Blue Caravan”…e, come di consueto, ora mi provo a “raccontarvi” come lo vivo io…(parolone!). Beh, intanto ascoltatevelo!

Fatto? Piaciuto?! Accetto anche un no, non temete! Ricordate, su questa pagina non si “vende” nulla…al massimo si mette in mezzo, e chi vuole puo’ prendere (abbiamo scorte infinite…)! Continua a leggere ‘Winding down to the valley of lights’

Il Miracolo Segreto

Questo e’ quello che amo definire il mio racconto preferito. Non che ne abbia letti moltissimi (sapete che sono troppo pigro per essere un lettore efficace…), ma questo ha tutte le caratteristiche per avere il mio amore eterno.

Ambientato a Praga, si apre con una partita a scacchi, che poi si rivela essere parte di un sogno tormentato, nel quale il protagonista non riconosce piu’ ne’ i pezzi ne’ le regole del gioco (quanto volte mi e’ capitato di fare sogni cosi’?!) Continua a leggere ‘Il Miracolo Segreto’

Don’t Let Us Get Sick

E’ passato tanto tempo…e son successe di certo tante cose. A dispetto del tempo e delle cose che accadono, che passano e che tornano…e di quelle che sembrano non cambiare mai…Warren Zevon è parte delle mie giornate. Ultimamente è tornato di prepotenza, come ai vecchi tempi…

In questo mese di Agosto scriverò parecchio (non la solita promessa…ho raccolto tutto il materiale e conto di completare i post al fresco di Castello…)…e torneremo più volte su WZ.

Per oggi, ho scelto una canzone molto semplice ed intimistica. Continua a leggere ‘Don’t Let Us Get Sick’

Non è quello che vedi

Una, due, cinque…cento. Cento voci che si sovrappongono, che ti avvolgono. Quasi non riesci a seguirne una in particolare, tanto tutte assieme si fondono per dire una cosa sola.

Qualche tempo fa dedicai le parole finali di questa canzone ad una fanciulla. Non è stato un secolo fa e non è stato ieri. Tuttavia, quando l’ho fatto ero molto sincero…e un po’ mi spaventa come queste cose possano cambiare, nonostante che siano l’espressione più vera dell’anima in un certo momento. Quello che non cambia, credo, è invece la bellezza di questa canzone; quasi a darmi l’illusione che questa emozione vada al di là del tempo e delle persone. Forse quel senso di completamento esiste solo dentro di me e non è né comunicabile né condivisibile. Fosse anche così, quel sentimento di bellezza sta bene dove sta.

La canzone in questione è “Not what you see”,

Continua a leggere ‘Non è quello che vedi’


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